Ultimo aggiornamento  18 settembre 2019 11:47

Vittime della strada, per non dimenticare.

Marina Fanara ·

"Non dimenticare, ma soprattutto educare e prevenire". A questo si ispira la Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada, che quest'anno si celebra domenica 18 novembre.

Ricordare non basta

Una giornata speciale non solo per ricordare le persone decedute negli incidenti stradali, i feriti e le sofferenze dei loro familiari, ma anche per ringraziare tutti gli uomini impegnati nei servizi di emergenza e, soprattutto, sollecitare i governi a dare risposte e sostegno alle persone coinvolte e per prevenire questi drammi.

Tanti eventi in calendario

In Italia, domenica 18 novembre, per la Giornata del ricordo sono moltissimi gli appuntamenti in calendario, eventi organizzati prevalentemente sul territorio e che coinvolgono il mondo dello sport, i singoli comuni, le scuole, polizie locali, Croce rossa e protezione civile. Ci saranno commemorazioni religiose durante le quali ogni diocesi è invitata a recitare la stessa preghiera, si terranno convegni, concerti, eventi culturali da nord a sud del Paese.

La prima volta, nel 1993

Proclamata dall'Onu (Organizzazione nazioni unite) nel 2005 e fissata per la terza domenica di novembre di ogni anno, in Italia pur essendo stata puntualmente celebrata, la Giornata del ricordo è stata riconosciuta ufficialmente solo alla fine dello scorso anno, con la legge n. 227 del 29 dicembre 2017.

La sua storia, in realtà, risale a molti anni prima del suggello dell'Onu: la prima edizione in assoluto si è tenuta in Gran Bretagna, nel 1993, su iniziativa dell'associazione Road Peace. Due anni dopo, nel 1995, ha iniziato ad avere carattere internazionale con il debutto nel Vecchio Continente, sotto l'egida delle organizzazioni non governative aderenti alla Federazione europea vittime della strada.

Dal 2000 anche la preghiera del Papa

Quando si sono unite anche le Ong di Sud Africa, Argentina e Israele, l'appuntamento ha progressivamente assunto una dimensione mondiale coinvolgendo un numero sempre più nutrito di istituzioni compreso il mondo ecclesiastico: dal 2000, ogni anno, il Papa e altri leader religiosi, la terza domenica di novembre, organizzano cerimonie religiose in commemorazione delle vittime e a sostegno dei familiari.

ACI: "Promuovere una mobilità responsabile"

Il Presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani, ha così commentato l'iniziativa: "La mobilità è una componente essenziale della vita di tutti noi, ma non può esigere un così alto tributo morale, sociale ed economico (i costi sociali ogni anno superano i 19 miliardi di euro). Soprattutto adesso che le nuove tecnologie rendono le nostre auto così sicure da riuscire a scongiurare buona parte degli incidenti e a ridurre sensibilmente gli effetti di quelli che non si riescono a evitare. Le statistiche ci dicono che il 90% degli incidenti sono imputabili all'uomo: disattenzione, uso del cellulare, mancato rispetto delle norme e della segnaletica, velocità non adeguata. Tutte cause che possono essere debellate accrescendo il senso di responsabilità e migliorando la capacità di guida degli utenti della strada. Per questo educazione e formazione sono aspetti fondamentali. Ed è per questo che l'ACI insiste così tanto sul promuovere una mobilità sempre più responsabile, sicura e sostenibile, ed è quotidianamente impegnato in campagne di sensibilizzazione e attività di formazione di tutte le categorie degli utenti della strada". 

Italia, una strage continua

"Le strade raccontano storie. Per un lieto fine, miglioriamo la sicurezza stradale": è lo slogan lanciato dall'Aifvs (Associazione familiari e vittime della strada). "Ci sono ancora troppi morti sulle nostre strade", ci dice Giuseppina Cassaniti, presidente Aifvs, "ogni anno in Italia scompare un paese di circa 4mila persone, a tanto ammontano i morti per incidente. Per non parlare dei 300mila feriti e degli oltre 20mila disabili gravi per colpa di questa guerra non dichiarata".

"I controlli non sono sufficienti e le multe non bastano a fermare la strage", conclude il presidente, "richiamiamo la responsabilità delle istituzioni affinché assumano impegni precisi e mettano in campo misure incisive per la formazione, l'educazione e la sensibilizzazione dei cittadini e per la sicurezza delle infrastrutture".

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