Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 18:25

L'automobile del futuro è riciclabile.

Edoardo Nastri ·

L’automobile di domani sarà elettrica, autonoma e connessa. Una frase che si sente ormai da tempo e che vediamo prendere forma nelle concept car che mostrano le intenzioni e i progetti futuri dei Costruttori. Oltre a tutto ciò una delle sfide più importanti sarà rendere le vetture del futuro sostenibili.

Di questo si è parlato a Ecomondo, il Salone internazionale dedicato alla sostenibilità ambientale, durante la presentazione del volume “Automotive” curato da Roberto Sposini per Edizioni Ambiente. Alla discussione sono intervenuti anche il direttore de l’Automobile Alessandro Marchetti Tricamo, Filippo Servalli, responsabile marketing di Radici Group e Giovanni Corbetta, direttore di Ecopneus.

Riciclabile e condivisa

La sostenibilità è leggerezza, è riciclo di materiali è mobilità condivisa. “Le nuove auto elettriche, che saranno più leggere per avere più autonomia e migliorare le prestazioni del motore, non potranno prescindere dalla riciclabilità”, ha ricordato Marchetti Tricamo. La sharing mobility rende inoltre l’auto più sostenibile grazie a un maggior numero di persone che utilizza una sola vettura e riducendone quindi l’impatto ambientale.

Nuovi spazi e materiali

Fondamentale è poi il tema del riciclo dei materiali degli interni. L’avvento della guida autonoma trasformerà completamente le abitudini dei passeggeri modificando in maniera sostanziale l’architettura dell’abitacolo. Oggi i prototipi di moltissimi Costruttori presentano nuove soluzioni di spazi, costruiti utilizzando materiali riciclabili. “Saremo alleggeriti dal peso della guida. E in quel tempo che trascorreremo da passeggeri potremo lavorare, rilassarci, ma anche fare molto altro”, ha detto Roberto Sposini. “I materiali sono progettati oggi per durare più di una sola vita. Un processo di reincarnazione che avviene col riciclo”.

Responsabilità estesa

Di grave impatto ambientale sono molte componenti dei veicoli tra cui le gomme. L’introduzione del concetto di “responsabilità estesa” ha fatto sì che i produttori costruissero pneumatici più leggeri grazie a un minore quantitativo di sostanze all’interno e con un coefficiente di resistenza all’asfalto ridotto, in poche parole: più efficienti.

“Il produttore si deve occupare anche del fine vita degli pneumatici. Si tratta di una vera sfida, mettendo a recupero di materia la quota più alta. Ogni anno, Ecopneus - in sinergia con ACI - raccoglie 350 mila pneumatici esausti, circa mille tonnellate al giorno. Con la gomma recuperata, diamo una mano agli sportivi”, ha detto durante il suo intervento Giovanni Corbetta, direttore di Ecopneus. La direzione deve essere unica: un’auto del futuro elettrica, autonoma, connessa e, soprattutto, sostenibile. 

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