Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 09:46

Ciao Claudio.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Ci ha lasciato Claudio Nobis. Giornalista, è stato il primo a portare l’auto nei quotidiani, aprendo le pagine su Repubblica nel 1980. Alla sua maniera, con qualità, profondità e spirito critico. A lui dobbiamo anche i supplementi che con Claudio erano veri e propri pezzi unici da collezione. 

Andare oltre

Aveva quello che per tutti era “un brutto carattere”. Ma chi sapeva andare oltre scopriva un uomo molto generoso e pronto ad aiutare nei momenti di difficoltà. Quello che ho imparato di questo mestiere lo devo al suo  “brutto carattere”. Ci incontrammo un pomeriggio di tredici anni fa in un bar di via Bissolati a Roma. Mi travolse con le sue parole, la sua energia, la voglia di fare cose nuove. Io amante dell’innovazione e della sperimentazione avevo trovato chi lo era più di me. Da quel momento non ci lasciammo più.

Un lavoro comune

Anni belli come quelli di Finanza e Mercati e poi Libero. Le strade professionali si divisero quando iniziai a lavorare al Corriere della Sera ma un caffè a via Capodistria o al Fleming non mancava mai. Aveva sempre parole (troppo) buone nei miei confronti. Diceva che ero tra quelli che avevo imparato meglio e più velocemente questo strano mestiere. Mi sentivo uno dei suoi allievi prediletti e ne ero orgoglioso perché detto da lui valeva molto di più.

Puntava sui giovani

Un insegnamento quello di Claudio che cerco di ripetere ogni giorno qui a l’Automobile: puntare sui giovani, dare una occasione come fece lui con me tredici anni anni fa. Sperimentare e innovare perché c’è sempre un modo diverso e migliore di raccontare il mondo. Aprirsi alle novità con curiosità e senza preconcetti. Essere esigenti con se stessi e gli altri. Non accontentarsi mai. Mai. E avere un “brutto carattere”. Ciao Claudio

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Direttore de l'Automobile