Ultimo aggiornamento  18 novembre 2018 11:49

Referendum Atac, le cose da sapere.

Marina Fanara ·

Alla fine il referendum tanto voluto dai Radicali italiani, attraverso il comitato "Mobilitiamo Roma", si farà: domenica 11 novembre, i romani saranno chiamati alle urne per esprimere il loro parere sul destino dell'Atac, la municipalizzata del trasporto pubblico della Capitale. Ecco le cose da sapere.

Privati o non privati?

I quesiti sono 2. Con il primo si chiede ai cittadini se sono d'accordo o meno ad affidare i servizi di linea a più aziende esterne (ognuna si occuperebbe di una specifica parte), tramite apposite gare. La seconda domanda, invece, riguarda la possibilità di far gestire a terzi il trasporto locale non di linea. Il referendum è di tipo "consultivo", l'esito quindi non sarà vincolante per l'Amministrazione, nel senso che il Campidoglio non sarà obbligato a prendere una decisione in linea con quanto espresso dai cittadini.

Quorum: un terzo dei cittadini

Salvo modifiche dell'ultima ora, il quorum (la percentuale minima di votanti che serve per rendere valido il referendum) è fissato al 33% degli aventi diritto (ovvero iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale, circa 800 mila persone).

Dove e quando si vota

Il referendum si terrà nei seggi in cui di solito si svolgono le normali elezioni (per lo più le scuole). Le urne saranno aperte dalle ore 8 alle 20, dopodiché inizierà subito lo spoglio delle schede. Per votare servono un  documento d'identità e la tessera elettorale (sulla quale però trattandosi di un referendum cittadino non verrà messo nessun timbro). Al cittadino verranno consegnate due schede, una per ogni quesito e di diverso colore, sulle quali sono riportate due caselle, una per il sì e l'altra per il no. L'elettore dovrà semplicemente mettere una croce su una delle due.

I motivi del sì

Il comitato Mobilitiamo Roma spiega sul suo sito le ragioni per votare sì sull'affidamento a terzi dei servizi di trasporto pubblico della Capitale: "L'Atac è stata usata da tutte le amministrazioni, di destra e di sinistra,  come bacino elettorale per ottenere voti. il risultato? Un'azienda fallita, che non offre al cittadino un servizio efficiente e perde centinaia di milioni di euro l'anno". Votare sì serve per avere "un vero servizio pubblico in cui la gestione è messa a gara e il controllo resta del Comune. Quindi, non significa privatizzare Atac, ma sottrarla a monopolio, sprechi e logiche clientelari". Oltre ai radicali, sono favorevoli al sì anche Pd e Forza Italia.

I motivi del no

Gli sfavorevoli ritengono che votare sì potrebbe tradursi in una totale privatizzazione della municipalizzata, con il rischio di un ulteriore peggioramento del servizio per i cittadini e un enorme arricchimento per le aziende private. Su questa posizione si schierano M5S, Lega, Fratelli d'Italia, Leu e sindacati.

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