Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 08:41

Europa a batteria. Tutti i numeri

Edoardo Nastri ·

Il mercato dell’auto elettrica in Europa cresce e le istituzioni stanno spingendo le Case automobilistiche ad arricchire la loro gamma con nuovi veicoli a batteria al fine di ridurre le emissioni inquinanti. Ai singoli Stati rimane l’onere di potenziare la rete infrastrutturale necessaria per uno sviluppo adeguato e omogeneo della mobilità elettrica. Vediamo quindi la situazione ad oggi e quali sono i programmi futuri nei cinque paesi europei dove si vendono più auto.

Italia

Nel Belpaese il mercato delle EV è ancora molto piccolo, ma cresce: secondo l’Unrae (l’associazione che riunisce le case automobilistiche estere) nel primo semestre di quest’anno sono state vendute 2.249 elettriche, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2017. Bene anche le ibride ricaricabili, +60% rispetto all’anno scorso. Per ciò che concerne le infrastrutture il nostro paese ha ancora parecchio lavoro da fare: delle 3.124 stazioni di ricarica già presenti sul territorio solo il 15% è ad alta potenza (più di 22 chilowatt).

L’Italia è sprovvista anche di un sistema omogeneo di incentivi all’acquisto di veicoli elettrici: manca un piano unico a livello nazionale e questo crea differenze tra le diverse aree del paese. Ogni amministrazione locale infatti decide a seconda della contingenza economica: alcune offrono l’accesso gratuito in Ztl, altre il parcheggio su strisce blu, altre ancora l’esenzione o uno sconto sul bollo auto per un determinato periodo di tempo. Solo poche riescono a garantire contributi a favore dei cittadini per l’acquisto di auto a basse o zero emissioni.

Quali sono le prospettive? L’obiettivo del Governo, secondo quanto dichiarato da Luigi di Maio, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, è di arrivare al 2022 con un milione di vetture elettriche in circolazione. Nel frattempo Enel ha lanciato un piano, su cui investirà fino a 300milioni di euro, per l’installazione di 14mila stazioni di ricarica entro il 2022. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha confermato, in un’intervista rilasciata a l’Automobile, la volontà dell’Esecutivo giallo-verde di investire per lo sviluppo della mobilità elettrica, così come stabilito nel contratto di Governo, ma al momento non ci sono numeri.

Germania

A luglio 2016, per stimolare la domanda di vetture elettriche, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva introdotto un bonus ambientale attivo ancora oggi e con scadenza il 30 giugno 2019: chi acquista una vettura a batterie - il prezzo deve essere inferiore a 60mila euro - potrà godere di un incentivo fiscale di 2mila euro. Previsto anche un sussidio di 1.500 euro per chi acquista un’ibrida ma solo se emette meno di 50 grammi di CO2 per chilometro. E le infrastrutture? Secondo l’Acea – associazione europea dell’industria automobilistica – in Germania ci sarebbero 25.241 stazioni di ricarica, circa il 22% del totale dell’Unione europea, secondo posto dopo i Paesi Bassi. L’obiettivo fissato nel 2010 dalla Merkel era quello di avere entro 10 anni un milione di vetture elettrificate sulle strade tedesche. A oggi ne circolano circa 100mila, di cui poco più della metà completamente elettriche. Sarà molto difficile raggiungere il traguardo in tempo.

Regno Unito

La strategia Road to Zero del Governo britannico prevede che almeno il 50% delle auto e il 40% dei furgoni venduti nel Regno Unito entro il 2030 saranno a basse emissioni (sotto i 50 grammi per chilometro di Co2). La battaglia contro il propulsore termico è iniziata tanto che si prevede di vietarne la vendita entro il 2040. Recentemente il governo ha stanziato un fondo di 400 milioni di sterline per espandere la rete di ricarica che ora si compone di 16.657 punti di ricarica. Nel primo semestre del 2018 sono state vendute 21.922 ibride plug-in, il 40% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Chi compra un’elettrica può godere di uno sconto fino a 3.500 sterline. Anche qui il tetto massimo di spesa è di 52mila sterline, circa 60mila euro.

Francia

Anche in Francia sono stati presi provvedimenti per una drastica riduzione dell’inquinamento: a Parigi si prevede l’eliminazione graduale dei veicoli a combustione interna entro il 2030. Al momento e fino almeno al 2022 gli incentivi sono di 6mila euro per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi che emettano meno di 20 grammi di Co2 per chilometro. Per queste vetture niente tassa di circolazione per due anni. E’ possibile inoltre rottamare vantaggiosamente la propria vecchia auto diesel: 4mila euro di sconto se si permuta una vettura a gasolio di almeno 11 anni per un’elettrica che diventano 2.500 per una plug in. Il numero di stazioni di ricarica pubbliche in Francia si è attestato a 16.426 ad inizio di quest’anno.

Spagna

Il governo spagnolo ha promosso la mobilità pulita con una serie di piani di incentivi nell'ultimo anno. A dicembre 2017 è stato approvato il piano Moval che prevedeva lo stanziamento di 20 milioni di euro per agevolare l’acquisto di vetture con carburanti alternativi, e 15 milioni di euro per l'espansione del rete di ricarica per veicoli elettrici. Nei primi sei mesi del 2018 sono stati venduti 5.906 veicoli elettrificati in Spagna, quasi il doppio rispetto 2017. Al momento la Spagna possiede 5.089 stazioni di ricarica, di queste solo il 15% ad alta potenza

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