Ultimo aggiornamento  17 luglio 2019 07:06

Fiat Chrysler, terzo trimestre positivo.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

Fiat Chrysler ha reso noti i risultati del terzo trimestre 2018: da luglio a settembre le unità immatricolate segnano un +3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In rialzo l'utile netto "adjusted", che cresce del +51%.

Il gruppo ha annunciato l'intenzione di distribuire 2 miliardi di euro di dividendi straordinari in seguito alla cessione di Magneti Marelli alla holding giapponese Calsonic Kansei, decisione che dovrà essere approvata dal Consiglio d'amministrazione e dell'assemblea degli azionisti. 

America, bene a nord e a sud

Nel terzo trimestre dell'anno, il valore complessivo delle vendite di Fiat Chrysler (incluse anche tutte le consegne effettuate dalle joint venture non consolidate del Gruppo)  è cresciuto: 1.160 milioni di unità immatricolate, 37mila in più rispetto al periodo luglio-settembre 2017 (+3%).

A spingere la crescita ci pensa però il continente americano, che compensa i risultati negativi registrati nel resto del mondo. In particolare, gli Stati Uniti si confermano il paese di riferimento per Fca e chiudono il terzo quarto dell'anno con 673mila unità commercializzate, +14% se confrontate con lo stesso dato dello scorso anno. Negli Usa cresce anche la quota di mercato, pari al 12,9%. Bene anche l'America Latina con 151mila veicoli targati, una variazione positiva dell'8%.

Spostandosi ad est la situazione è diversa: in Europa, Fiat Chrysler perde 8mila unità e si ferma a 273mila esemplari venduti, il 4% in meno del risultato raggiunto lo scorso anno. Sui mercati asiatici la flessione è ben più brusca: 46mila unità targate, -30% rispetto ai numeri del 2017.

Utile record?

Sul fronte finanziario Fca chiude il terzo trimestre con una variazione positiva dei ricavi, 28.7 miliardi di euro, +3% rispetto ai 26.414 miliardi di euro di luglio-settembre 2018. L'utile netto "adjusted" (al netto delle voci di natura straordinaria), balza a 1.391 miliardi di euro, una variazione positiva del 51%. In realtà la crescita dei profitti non è dovuta solo al miglioramento delle performance operative, in quanto tale valore riflette la diminuzione degli oneri finanziari netti (scesi di 43 milioni di euro) e delle imposte sul reddito. In particolare si registra un calo di 194 milioni di euro della pressione fiscale per effetto della riduzione dell’aliquota negli Stati Uniti e dei benefici riconosciuti su posizioni definite nel trimestre.

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