Ultimo aggiornamento  17 settembre 2019 04:11

E se Ford lasciasse l'Europa?

Edoardo Nastri ·

La Ford guidata da Jim Hackett, nominato in corsa amministratore delegato un anno e mezzo fa, continua a non andare come dovrebbe. Il titolo soffre in borsa a Wall Street, i dati del terzo trimestre indicano una discesa del reddito netto del 37%, l'Europa perde 245 milioni di dollari, l'obiettivo 2020 di un margine dell'8% non è più raggiungibile e resta addirittura senza nuova data.

Il piano da 11 miliardi

Hackett è nel mirino degli analisti per le poche risposte sul suo piano di ristrutturazione da 11 miliardi di dollari, che prevede una riorganizzazione delle linee produttive per i prossimi modelli e una riduzione dei costi con tagli consistenti a dipendenti, marketing e produzione. A livello globale, il calo dei posti di lavoro sfiorerebbe il 12%, circa 24mila persone

Parlando recentemente a Rouge in occasione dei cent'anni dello storico stabilimento omonimo, il presidente Bill Ford aveva provato a rassicurare tutti: “La società è redditizia e in buona salute, stiamo razionalizzando i costi e studiando i piani per il futuro”. Ma a Wall Street la pensano diversamente, se il titolo la scorsa settimana è andato giù come non accadeva dal 2009, anno della crisi nera degli Stati Uniti.

Modelli e fabbriche in Europa

La riorganizzazione del gruppo porterà "40 modelli elettrificati entro il 2022", aveva fatto sapere a inizio anno il presidente. C'è discussione su cosa fare in Europa, dove il colosso americano continua a perdere soldi: 245 milioni di dollari nel terzo trimestre, dopo gli 83 del secondo trimestre. A essere più penalizzati dai tagli saranno gli impianti francesi (dove è in corso una lite con il governo per la chiusura di un sito a Bordeaux), tedeschi e spagnoli. Il piano di ristrutturazione investe pesantemente la gamma prodotti: a fronte di un mercato che richiede suv e crossover, saranno cancellate le tre monovolume Galaxy, S-Max C-Max oltre alla Mondeo dal 2020, berlina e wagon di segmento D. In novembre, la fabbrica di Valencia sarà fermata per nove giorni a causa di un calo della domanda.

Fuga dal Salone di Ginevra

In Europa, la Ford teme poi più di altri la Brexit, essendo la Gran Bretagna il suo storico mercato di riferimento. Un motivo in più perché le voci su un possibile abbandono di Ford dell'Europa - così come ha già fatto l'altro colosso di Detroit, la Gm - si moltiplichino: è comunque ufficiale che, per la prima volta, il marchio sarà assente dal prossimo Salone di Ginevra nel marzo 2019. 

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