Ultimo aggiornamento  20 ottobre 2019 18:34

Addison Lee, taxi robot a Londra nel 2021.

Edoardo Nastri ·

Addison Lee ha annunciato che metterà in servizio i suoi veicoli autonomi a Londra entro il 2021. La compagnia privata di taxi ha fatto un accordo con la start up Oxbotica, spin off di Oxford University, per lo sviluppo di auto robot, ma al momento non è stato svelato ancora nessun dettaglio finanziario sulla joint venture. Il valore aggiunto del progetto in corso tra Addison Lee e Oxbotica consiste nello sviluppo di un software da installare su qualsiasi veicolo e la compagnia di taxi ne possiede già moltissimi.

Pioniera dei test nel Regno Unito 

L’alleanza della compagnia di taxi con Oxbotica non è casuale. Nel 2016 infatti quest’ultima è stata la prima azienda che ha ottenuto il permesso di testare automobili a guida autonoma nel Regno Unito.  "La nostra partnership rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo commerciale dei nostri sistemi integrati di gestione dei veicoli. Insieme ad Addison Lee stiamo compiendo un passo importante nella realizzazione del futuro della mobilità", ha dichiarato Graeme Smith, amministratore delegato di Oxbotica.

Londra in 3D

Oxbotica ha parecchio denaro in cassa: solo nell’ultimo anno ha ricevuto 18 milioni di sterline per la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie di guida autonoma da diversi investitori, tra cui l’università di Oxford, la compagnia assicurativa Axa e il ministero della Difesa inglese. L’attività delle due compagnie inizierà con lo scan in 3D della città di Londra e poi si passerà all’analisi dei dati. Al momento Addison Lee non ha scelto alcun costruttore come partner dell’operazione ed effettuerà la mappatura utilizzando la propria flotta di taxi. “Una volta messa a punto la tecnologia valuteremo se sarà necessario avvalersi di un partner che sia un costruttore automobilistico”, ha detto Andy Boland, amministratore delegato di Addison Lee.

Su double decker e black cab

Il fatto che le due società siano inglesi rassicura professori e ingegneri britannici, preoccupati dal fatto che le tecnologie di guida autonoma sviluppate da start up americane della Silicon Valley non siano in grado di essere applicate sui più tipici veicoli londinesi: double decker e black cab. “E’ una questione di sicurezza, che cosa succederebbe se il software non dovesse saper controllare un veicolo di ben tre tonnellate?”, ha commentato Michael Pound, professore di “Artificial Intelligence” all’università di Nottingham

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