Ultimo aggiornamento  16 dicembre 2018 09:12

Strade d'Italia, allarme (in)sicurezza.

Marina Fanara ·

I dati sono ancora incompleti e il bilancio più aggiornato si limita a quanto rilevato da Polizia stradale e Carabinieri, ma ciò non toglie che sulle strade d'Italia è ancora allarme "insicurezza". Anche quest'anno, i numeri indicano un trend pressoché analogo a quanto rilevato nel 2017 dalle statistiche ACI-Istat: incidenti e feriti in calo, morti in aumento.

L'andamento registrato da Polizia e Carabinieri evidenzia che, dal 1° gennaio al 30 settembre, ci sono stati in tutto 39.553 incidenti (in calo rispetto ai 39.688 da gennaio a settembre 2017) di cui 22.244 in autostrada e 17.309 su strade statali, regionali, provinciali e comunali. Diminuisce anche il numero dei feriti: nel periodo considerato sono stati 24.595 contro i 25.702 del 2017. 

Più morti nel 2018

Viceversa, aumenta il bilancio dei morti: 603 l'anno scorso, 606 quest'anno e, purtroppo, si tratta ancora di numeri in difetto perché al "cervellone" della Polizia di Stato manca il quadro completo e aggiornato sugli incidenti registrati dalle Polizie locali in ambito urbano. In città, come a Roma in particolare, dall'inizio dell'anno è in atto una pericolosa escalation di sinistri mortali.

Ma, dicono i dati ACI-Istat 2017, se i due terzi degli incidenti (130.461 sinistri contro 174.933 di tutta la rete) e quasi la metà dei morti si verificano in ambito urbano (1.467 su 3.378 del totale Italia), le autostrade sono diventate più pericolose: i sinistri con lesioni sono aumentati dello 0,4% rispetto al 2016 (9.396 contro 9.360) e c'è stata un'impennata del numero dei morti (+8%, ovvero 296 rispetto ai 274 del 2016) mentre i feriti sono saliti dell'0,3% (15.844 nel 2017 e 15.790 l'anno precedente). 

Sempre secondo i dati ACI-Istat 2017, nelle città le vittime sono salite "solo" dello 0,3% e i feriti sono diminuiti di un punto percentuale rispetto al 2016, sulle extraurbane invece i deceduti sono aumentati del 4,5%, mentre le persone che hanno subito lesioni sono state l'1,2% in meno.

Occhio al cellulare

Il maggior tasso di pericolosità sulle autostrade è confermato anche quest'anno dal consuntivo di Polizia e Carabinieri: nei primi 9 mesi, lungo la rete si sono verificati 6.303 gravi contro i 6.279 dello stesso periodo del 2017 (+0,4%), con 241 persone decedute (+23% rispetto ai 195 del 2016) e 10.216 ferite (erano 10.154 l'anno scorso). 

Quanto alle cause, la distrazione (dovuta sempre di più all'uso improprio del cellulare) è diventato il primo fattore di rischio nel totale degli incidenti: 16% contro il 14,5% della mancata precedenza agli incroci e passaggio col rosso e il 13,3% dell'eccesso di velocità. La Polizia stradale sta da tempo parlando di "emergenza".

Allarme infrastrutture 

"E' importante non abbassare la guardia", ha più volte detto Giuseppe Busacca, direttore della Polizia stradale, "dopo anni di calo progressivo, nel 2017 i morti sulle strade sono di nuovo in crescita. E questa tendenza sembra confermata anche per quest'anno". Secondo la Polstrada, gli incidenti sono in generale diminuzione, ma più pericolosi rispetto al passato soprattutto per colpa di comportamenti errati come, per esempio, "l'alta velocità e la distrazione dovuta essenzialmente al cellulare".

Errore umano, cui si aggiunge una cattiva manutenzione delle strade: anche una semplice buca sull'asfalto può essere fatale. La recente tragedia di Genova ha poi aumentato un bilancio già critico: 40 dei 96 morti in più registrati finora in autostrada sono legati al crollo del ponte Morandi.

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