Ultimo aggiornamento  23 ottobre 2019 01:46

Suzuki Katana, il ritorno.

Antonio Vitillo ·

La Katana torna sul mercato. Il modello del marchio Suzuki nacque nel 1981 proponendo concetti di stile, ergonomia e aerodinamica mai viste su una moto di serie. ll modello “concettuale” 3.0 esposto a Eicma 2017 ha destato così tanta curiosità da indurre il management di Hamamatsu a riproporla. Presentata a Intermot a Colonia, la nuova Katana dispone di un motore da 150 cavalli derivato dal quattro cilindri in linea della GSX-R 1000 K5 del 2005. Il telaio è in alluminio, le pinze freno anteriori sono Brembo, il sistema Abs è Bosch. La moto jap ha il controllo elettronico della trazione, mentre tre sono le modalità di guida.

Manubrio alto

La nuova due ruote, che prende il nome della celebre spada giapponese dei Samurai, conserva linee del modello originale. I fianchi sono snelli, il serbatoio è scavato per ospitare le gambe. Il manubrio è appena alto, per rendere la Katana confortevole anche nella guida in città. La strumentazione multifunzione è composta da un pannello Lcd.

Il designer è un italiano

Oggi come allora, la Katana è in realtà figlia di un progetto esterno a Suzuki. Quella attuale è stata disegnata dall’italiano Rodolfo Frascoli, dello studio Engines Engineering. La prima versione “concept” del ’79 è invece da attribuire a una squadra di progettisti tedeschi diretta da Hans Muth. Non prese subito il nome della spada della storia giapponese, ma l'acronimo ED-1 che stava per European Design 1. Montava un motore di 650 centimetri cubici, che l’anno dopo, sulla ED-2 proposta al Salone di Colonia, divenne di 1.100. La Katana che entrò poi in produzione si basava su questa versione. Rimase in listino fino al 1986, anno in cui lasciò spazio a quella GSX-R ancora in catalogo. Ora il ritorno.

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