Ultimo aggiornamento  23 ottobre 2018 09:12

Brexit, l'industria studia un piano B.

Colin Frisell ·

LONDRA - La scadenza del 29 marzo - il giorno in cui ufficialmente il Regno Unito non farà più parte dell'Europa  - si avvicina inesorabilmente e lo stallo nei negoziati tra il governo May e Bruxelles preoccupa sempre di più. La Smmt - l'associazione dei costruttori auto inglese - ha preparato un "piano " per cercare di proteggere il settore automotive da una eventuale uscita troppo brusca dal mercato comune. 

Campo minato

L'iniziativa si chiama "Brexit Readiness Program" e intende aiutare le imprese, soprattutto quelle medio-piccole che sono la grande maggioranza, ad affrontare il "campo minato" - come testualmente lo chiamano alla Smmt - di nuove difficoltà per le aziende, come l'insorgere di nuove tariffe, gli obblighi legati al ritorno delle frontiere, ma anche gli ostacoli all'approvvigionamento delle catene di montaggio e così via. 

Primo passo del progetto è la garanzia di una assistenza tecnica - legale e amministrativa - alle società. Una assistenza che spazierà dalle richieste dei vari Paesi esteri in termini di tassazione alla protezione dei dati, fino a un aiuto in termini di leggi sull'immigrazione. I costruttori temono anche che il ritorno delle frontiere possa creare disagi all'approvvigionamento delle merci, sia in entrata che in uscita dal Paese.

Pronti al peggio 

Il ceo di Smmt, Mike Hawes non nasconde le sue preoccupazioni sulla situazione che si sta creando: "Una Brexit senza accordi commerciali chiari avrebbe conseguenze disastrose - ha detto - e con l'orologio che avanza inesorabilmente e i negoziati che non sembrano approdare a nulla dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza e a fronteggiare gli scenari peggiori". 

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