Ultimo aggiornamento  18 novembre 2018 11:55

Regno Unito, Uber sciopera.

Colin Frisell ·

LONDRA - Uber sciopera. Dalle 13 del 9 ottobre in Inghilterra (le 14 in Italia) gli autisti del servizio di taxi privati spengono per un giorno i motori a Londra, Birmingham e Nottingham. La protesta riguarda vari aspetti del lavoro. Intanto le tariffe. A Londra attualmente per usufruire di un passaggio da un conducente iscritto a Uber si pagano 1,25 sterline per miglio: la richiesta è che si passi a 2 sterline. I lavoratori vogliono anche una riduzione del 10% delle commissioni che versano alla società californiana. Inoltre lamentano la possibilità da parte dell'azienda di cancellare indiscriminatamente dalla propria app determinati conducenti, il che si traduce di fatto in un licenziamento in tronco. 

Già in tribunale 

Lo sciopero - che chiama in causa anche i clienti ai quali viene chiesto di non utilizzare l'app durante le 24 ore dell'astensione dal lavoro - è stato proclamato dalla Iwgb, l'associazione dei lavoratori del settore che da anni chiedono di essere riconosciuti come degli stipendiati di Uber e non come semplici collaboratori.

Il caso è già finito in tribunale nel 2017, quando Uber ha perso il ricorso contro la decisione dell'Alta Corte di Londra che ha riconosciuto gli autisti come dipendenti. Tra poche settimane ci dovrebbe essere il pronunciamento finale della Corte di Appello

Sostegno politico

Uber Uk, in una nota, ha ricordato di aver già fatto molte concessioni ai lavoratori nel corso dell'ultimo periodo, come i permessi di maternità e paternità e il diritto alla malattia. Inoltre l'azienda ha ricordato che, secondo uno studio indipendente, gli autisti guadagnano in media oltre 11 sterline all'ora al netto di tutte le commissioni. 

Lo sciopero dei conducenti di Uber è stato sostenuto apertamente da John McDonnell, cancelliere dello scacchiere (corrispondente al Ministro delle finanze) nel governo ombra laburista. 

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