Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 09:22

Mini: impianto chiuso per Brexit.

Colin Frisell ·

LONDRA - Bmw intende chiudere lo stabilimento Mini di Oxford il 1 aprile del 2019, praticamente a poche ore dall'uscita - prevista per il 29 marzo - del Regno Unito dalla Unione europea. La chiusura, è bene precisarlo subito, sarà temporanea.

Ogni anno i costruttori effettuano una manutenzione periodica delle fabbriche: di solito il momento prescelto è durante l'estate, quando più lavoratori sono in vacanza. Un portavoce in Inghilterra del gruppo tedesco ha annunciato il cambio di data precisando che la mossa servirà soprattutto a minimizzare eventuali rischi di carenza di materiali, soprattutto nel caso di una Brexit senza accordo preventivo tra Londra e Bruxelles. "Anche se siamo convinti che gli scenari peggiori saranno evitati, abbiamo preparato un piano per affrontarli". 

Ambiente agitato

Lo stabilimento di Oxford sforna circa 220mila vetture l'anno, il 13% del totale prodotto in Gran Bretagna, 1,67 milioni di unità. Il gruppo tedesco ha comunque confermato che intende continuare a produrre nel Regno Unito, "l'unico Paese - si legge in una nota - in cui abbiamo impianti per tutti e tre i nostri marchi (Bmw, Mini e Rolls Royce)".

La decisione annunciata dai bavaresi fa seguito a quella comunicata a inizio settimana da Jaguar Land Rover che ha ufficializzato la riduzione della settimana lavorativa a soli 3 giorni - a partire da ottobre e fino a dicembre 2018 - nel suo impianto di Castle Bromwich

Il settore automotive - che nel Regno Unito dà lavoro a circa 850mila persone - è in ansia per le possibili conseguenze di una Brexit senza accordo preventivo. Si teme soprattutto l'introduzione di dazi sia sulla componentistica che sulle vetture finite, un peso che si andrebbe ad aggiungere alla crisi delle vendite in particolare delle diesel. 

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