Ultimo aggiornamento  17 novembre 2018 10:09

Toyota, l'ibrido alla conquista della Cina.

Patrizia Licata ·

Toyota metterà a disposizione delle case automobilistiche cinesi le sue tecnologie sull'ibrido, l'alimentazione dei veicoli basata su due motori, uno a benzina e uno elettrico, di cui il colosso giapponese è stato pioniere con la Prius nel 1997. Secondo l'agenzia di stampa Bloomberg, le autorità cinesi hanno chiesto a Toyota di condividere le sue conoscenze per aiutare i costruttori locali a produrre auto a minore impatto ambientale Toyota sta già trattando con il gruppo Geely (lo stesso che ha acquisito il marchio svedese Volvo e l'inglese Lotus) per condividere tecnologie e dare in licenza l'utilizzo delle principali innovazioni sviluppate da Toyota nel settore dell'ibrido.

A caccia di clienti

Si tratta di un'occasione preziosa anche per Toyota, le cui vendite sul mercato cinese non raggiungono i numeri di rivali come Volkswagen e General Motors. Pechino ha finora spinto più sui modelli al cento per cento elettrici, ma ora comincia a considerare l'alimentazione mista elettrico-benzina come valido contributo al duplice obiettivo di migliorare la qualità dell'aria e ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio. Le tensioni commerciali con gli Stati Uniti forniscono una spinta ulteriore a cercare partner non americani.

Nuove alleanze in vista

La condivisione delle tecnologie sull'elettrificazione dei veicoli è alla base dell'approccio aziendale di Toyota, che ha confermato la cooperazione con Geely ma chiarito che non c'è ancora alcun accordo. A maggio il premier cinese Li Keqiang ha visitato il Giappone e si è incontrato con il ceo del costruttore giapponese, Akio Toyoda. Li ha chiesto a Toyota di collaborare con la Cina sulle tecnologie green e Toyota ha suggerito di considerare l'ibrido accanto al full-electric. Secondo Bloomberg, entro fine anno potrebbero arrivare altre alleanze con i costruttori cinesi; nel frattempo, Toyota sta potenziando in Cina la produzione di batterie per auto ibride grazie al partner locale Corun: l'obiettivo è un output annuale di 210.000 batterie nel 2020, il doppio di oggi.

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