Ultimo aggiornamento  13 novembre 2018 20:51

Genova nel cuore, a un mese dalla tragedia.

Marina Fanara ·

Genova, 14 settembre, ore 11,36. La città si ferma per un minuto. E' la giornata del ricordo di quanto avvenuto esattamente un mese fa: crolla il ponte Morandi, muoiono 43 persone, 16 rimangono ferite, 553 gli sfollati per un totale di 253 famiglie che abitavano nella "zona rossa", quella più colpita dal disastro, via Porro e via Fillak, soprattutto.

"Vogliamo che questo minuto di silenzio sia rispettato da tutti genovesi, ma non vorrei si pensasse che Genova si è fermata", dice il sindaco Marco Bucci, "perché è contrario allo spirito di quella che continua a essere una grande città. Quindi il messaggio è: noi ricordiamo, ci fermiamo per questo ma non ci fermiamo con lo spirito".

La gestione dell'emergenza

Bucci controbatte a chi parla di "ritardi" nel gestire l'emergenza, affermando che la macchina si è subito messa in moto, almeno su certi capitoli. Mentre la magistratura prosegue le indagini sull'accaduto, il primo cittadino spiega che tutte le persone che hanno perso la casa sono state sistemate in altre abitazioni ad eccezione delle ultime 16 famiglie alle quali, secondo quanto assicurato anche da Giovanni Toti, governatore della Liguria, proprio oggi verrà consegnato un alloggio. Intanto, si stanno perfezionando, "senza grossi problemi di traffico", le modifiche alla viabilità, andata ovviamente in tilt dopo il crollo del viadotto.

Prosegue pure l'iter per la demolizione del moncone del viadotto sulla A10 rimasto precariamente in piedi a cui dovrà provvedere Autostrade per l'Italia, il concessionario della tratta. "Se ci danno tutte le autorizzazioni", ha detto Bucci, "potremmo aprire i cantieri al massimo per i primi di ottobre".

Il decreto urgenze

Sul fronte governativo è stato approvato il decreto d'urgenza per Genova all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri nel pomeriggio di giovedì 13 settembre. 

Il provvedimento contiene le prime misure necessarie per cittadini, lavoratori e imprese danneggiate dal crollo (deciso un sostegno economico e aiuti fiscali) e per la questione sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria compresa. A questo scopo è stata istituita un'apposita Agenzia per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali. L'agenzia, ha detto il ministro Toninelli assumerà 250 ingegneri, chiamati a monitorare le strutture a rischio anche attraverso l'utilizzo, obbligatorio, di sensori collegati con la rete satellitare e in grado di rilevare eventuali movimenti e lanciare l'allarme.

Il commissario non c'è

Rimane ancora da sciogliere il nodo della nomina di un nuovo Commissario straordinario, a causa delle divisioni all'interno della maggioranza. A questo proposito il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha detto che "il nome ancora non c'è, ci riserviamo di comunicarlo in futuro, indicandolo con un decreto della Presidenza del Consiglio"

Chi ricostruisce il ponte?

Sul tavolo rimane anche aperta la partita della ricostruzione. Il decreto governativo non indica ancora a chi spetterà il compito di realizzare l'opera. Nei giorni scorsi il ministro Toninelli ha sintetizzato le intenzioni dell'esecutivo: "E' l'intervento prioritario e sarà affidato, in deroga al Codice degli appalti per il carattere d'urgenza, a una società dello Stato, quasi sicuramente Fincantieri che ha altissime competenze tecniche per poterlo fare. Quanto ai tempi, dico che  Genova avrà il suo nuovo ponte già a novembre 2019".

Tag

Fincantieri  · Genova  · Governo  · Ponte Morandi  · 

Ti potrebbe interessare

· di Francesca Nadin

Al primo cittadino i super poteri per la ricostruzione: lo ha comunicato Palazzo Chigi dopo una telefonata tra il premier Conte e il governatore della Liguria

· di Redazione

Al Gran Premio del Belgio le Rosse di Vettel e Raikkonen corrono con il simbolo del ponte Morandi sulla monoposto in omaggio alle vittime