Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 14:52

Wltp, Volkswagen pronta solo a metà.

Giovanni Barbero ·

Il colosso tedesco è riuscito a completare il collaudo secondo il nuovo ciclo di omologazione Wltp solo per 7 delle 14 famiglie di modelli della gamma in Germania. Tra queste, manca clamorosamente all’appello anche la bestseller Golf che, secondo quanto riferito alla Reuters da Thomas Zahn, capo delle vendite Volkswagen, dovrebbe essere pronta entro la fine di settembre. Tutto questo provocherà un rallentamento notevole delle consegne per i mesi di settembre e ottobre, si parla di 250mila veicoli, “ma ci aspettiamo un grande incremento per il mese di dicembre e comunque prima della fine dell’anno”, ha precisato Zahn.  

Traffico ai banchi prova

Alla Volkswagen sono all’opera per cercare di recuperare il ritardo. Durante le ultime settimane infatti i banchi di prova della casa di Wolfsburg stanno lavorando su tre turni senza pause intermedie. La “coda” ai banchi prova è anche provocata dai richiami figli del Dieselgate che affollano le officine Volkswagen ormai da qualche anno. Da luglio il brand tedesco ha affittato nuovi piazzali per poter parcheggiare tutte le vetture già prodotte, in attesa di collaudo per poter essere commercializzate.

Ripercussioni economiche

Tutto questo non può che avere delle ripercussioni economiche negative. Il Wall Street Journal stima infatti una possibile flessione dei profitti, causata dal ritardo nelle omologazioni, pari a un miliardo di euro. Gli analisti di Evercore Isi confermano l’ipotesi di un meno 2% nel terzo trimestre 2018, ma credono che la situazione finanziaria del marchio sia sotto controllo anche grazie al fatto che il costruttore tedesco non ha attuato ultimamente forti sconti promozionali di vendita.  

Lunghe vacanze

Il brand tedesco ha annunciato di aver programmato la chiusura - per alcuni giorni di agosto e settembre - delle fabbriche per adeguare alcuni modelli ai nuovi standard Wltp. Le chiusure straordinarie riguardano anche gli stabilimenti di Zwickau e Emden, dove vengono prodotte rispettivamente la Golf e la Passat. La decisione non è stata accolta di buon grado dai sindacati: “I nostri colleghi di produzione non sono responsabili di questa situazione e non consentiremo che questo carico sia sostenuto solo dalla forza lavoro", aveva detto prima dell’estate Bernd Osterloh responsabile del lavoro di Volkswagen.

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