Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2019 00:15

OBike fa breccia a Rimini.

Marina Fanara ·

Oltre 66 mila noleggi, più di 100 mila chilometri percorsi e quasi 15 mila iscritti al servizio: oBike, il bike sharing a flusso libero (permette di consegnare la bici anche in un posto diverso da quello in cui è stata prelevata) sta facendo breccia a Rimini, dove è stato avviato, in via sperimentale, lo scorso mese di aprile.

Un'estate condivisa

"Si tratta di risultati entusiasmanti, al di là delle più rosee aspettative", ci dice Roberta Frisoni, assessore alla Mobilità della rinomata località romagnola, "possiamo dire che questa per noi è stata l'estate della bici condivisa: un successo straordinario che, a questo punto, pensiamo di rendere stabile tutto l'anno.  Quindi, non solo per l'alta stagione, ma anche come formula alternativa all'automobile per gli spostamenti quotidiani".  

Bike sharing tutto l'anno

C'è da dire che proprio le aziende di ricezione turistica hanno contribuito in massa a spingere il nuovo servizio: oltre 120 gli hotel coinvolti che hanno distribuito 14 mila tessere per l'utilizzo delle 2.300 biciclette gialle di oBike a disposizione di villeggianti e residenti. "Il servizio è nato con chiara vocazione turistica", spiega l'assessore, "ma l'esperienza di questa prima sperimentazione ci sta offrendo molti spunti di riflessione per trasformare questa tipologia di bike sharing da stagionale a stanziale".

I piani del comune

Il servizio funziona, tanto che l'Amministrazione si è riservata un periodo di valutazione e approfondimento non solo per migliorarlo, ma per renderlo strutturale e sistematico e farne una delle modalità alternative di trasporto a basso impatto ambientale, in grado di raggiungere gli obiettivi già individuati nel Piano urbano di mobilità sostenibile che verrà adottato nell'autunno prossimo.

I nodi da sciogliere

"Ovviamente , ci sono alcune criticità da superare", sottolinea Roberta Frisoni, "come, per esempio, la difficoltà per il gestore privato di controllo e raccolta dei mezzi lasciati in giro per la città. In più, mentre finora, per motivi di decoro, abbiamo vietato la presenza delle bici in zone particolari come il centro storico e il porto, ora dovremo ripensare una mappa di parcheggi più consone ad un uso cittadino del bike sharing".

Accessibile e intermodale

Uno degli aspetti che la task force del Comune vuole approfondire è proprio dove realizzare strutture dedicate alla presa e riconsegna, in modo che chi ne ha bisogno possa trovare facilmente una bicicletta, soprattutto nelle zone più strategiche, come la stazione ferroviaria, i capolinea dei mezzi pubblici, l'ospedale e i più importanti poli attrattivi. A questo si lega, poi, la necessità di integrare il bike sharing ad altre forme di trasporto come, appunto, i bus, il treno e grandi parcheggi dove lasciare l'auto e prendere la bici.

"Per concludere, da questa esperienza stiamo ricavando più pro che contro", ci dice l'assessore, "la bici condivisa a flusso libero è sicuramente apprezzata dalle persone che vivono a Rimini e dintorni oltre che dai turisti".

Una strada sostenibile

"Questo significa che abbiamo tracciato una strada ed è in questa direzione che dobbiamo proseguire", conclude, "l'obiettivo del nostro Piano per una mobilità sempre più sostenibile è offrire soluzioni di spostamento a piedi e in bicicletta che abbiano standard di qualità e sicurezza tali da rendere sempre meno necessario usare l'auto di proprietà".

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