Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 10:02

L’auto in un’economia circolare.

Stefania Spaziani ·

Nell’era della green economy è cambiato il modo di sfruttare le risorse produttive. Si è passati cioè da un’economia lineare - dove i fattori produttivi vengono trasformati in beni di produzione, poi consumati producendo inevitabilmente degli scarti - ad una visione circolare, dove la linea di produzione non produce scarti oppure li produce ma vengono rigenerati e impiegati in altro modo.

L’obiettivo che l’Unione Europea con diverse norme (“pacchetto economia circolare”) si è prefissata è la riduzione progressiva dei rifiuti e l’aumento del riciclaggio, con vantaggi sia per l’ambiente sia per l’economia.

Il caso auto

Nell’industria automobilistica si stanno effettuando notevoli investimenti volti al remanufacturing (seconda vita delle automobili) e al recupero degli scarti. La Fiat Chrysler Automobiles, per alcuni veicoli bio-based, utilizza fibre naturali come il kenaf e la juta; ha ridotto gli scarti del 18,7%, nonchè il consumo di acqua nella filiera (-27,5% dal 2010) e le emissioni degli impianti di quasi un decimo.

Cassino virtuoso

Lo stabilimento di Cassino, dove si producono la Giulia, la Giulietta e la Stelvio, è diventato tra i più avanzati a livello internazionale dal 2000.

E’ un impianto “zero rifiuti”, cioè tutti i rifiuti industriali sono recuperati o riciclati al 100%, secondo il metodo “”usa, riusa e ricicla”. In un anno si recuperano 45.000 tonnellate di lamiere, 500 di legno, 400 di carbone e 50 di plastica, pari al peso di 5 Tour Eiffel parigine.

Ma è anche un impianto “zero acqua”: non vengono utilizzate le risorse idriche locali, in quanto si utilizza l’acqua piovana. Vengono raccolti ogni anno 500 mila metri cubi di acqua, pari alla quantità di acqua che scorre nel Tevere in mezz’ora.

E infine è anche “zero CO2 emission” visto che il 100% dell’energia elettrica utilizzata dallo stabilimento proviene da fonti rinnovabili: idroelettrica, eolica e solare. I pannelli fotovoltaici installati a copertura del parcheggio dei dipendenti, pari a 2 campi di calcio, permettono (oltre a proteggere le vetture dal calore) di produrre energia elettrica pari a 3 MegaWatt di potenza di picco installata. La minima quantità di CO2 emessa dalla produzione di energia termica viene interamente compensata, tramite l’acquisto di crediti di CO2 dal mercato internazionale.

Le altre industrie automobilistiche

A Choisy-le-Roi, alla periferia di Parigi, nella fabbrica di remanufacturing di automobili della Renault, vengono reingegnerizzate le componenti usate, poi vendute come pezzi di ricambio. I prezzi scendono fino al 70% rispetto al loro prezzo originale, generando entrate per circa 250 milioni di euro l’anno. Lo stabilimento di Tangeri (Marocco), come quello di Cassino Fca, è zero emissioni e zero rifiuti, con una gestione ottimizzata del ciclo dell’acqua. C'è poi Volvo: l'impianto di Skövde (Svezia) da gennaio di quest’anno è ad impatto zero per l’uso di fonti energetiche rinnovabili. Sono solo degli esempi. La direzione sembra dunque tracciata: anche il futuro dell'auto è circolare.

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