Ultimo aggiornamento  10 dicembre 2018 01:09

Uber & Co, New York gli dà una regolata.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

Il sindaco di New York ha introdotto nuove misure per regolamentare la circolazione delle flotte di ride hailing (servizio di taxi con auto private) lungo le strade della città. La normativa prevede il blocco temporaneo per un anno dell’emissione di nuove licenze e l’introduzione del salario minimo - pari a 17,22 dollari l’ora - da corrispondere ai conducenti di taxi privati.

L’obiettivo è soprattutto quello di ridurre il traffico nella Grande Mela, sempre più congestionato anche a causa dell’aumento sregolato degli operatori, molti dei quali neanche in possesso di una licenza valida per il trasporto pubblico. Nel frattempo il fenomeno verrà studiato da una apposita commissione. 

2mila vetture in più al mese

Le società più colpite sono Juno, Lyft, Via ma soprattutto Uber: complessivamente questi operatori muovono più di 80mila vetture nella sola New York. La regolamentazione era necessaria – a detta degli esponenti dell’amministrazione cittadina e del sindaco Bill De Blasio – per garantire la sicurezza e tutelare l’incolumità dei newyorkesi. Secondo gli oppositori al progetto, invece, i servizi di ride hailing hanno facilitato gli spostamenti nella città, a un prezzo che non potrà che lievitare con l’introduzione della nuove leggi. 

“Nel giro di pochi anni, il numero di veicoli a noleggio nella nostra città è aumentato sensibilmente e questo sviluppo sregolato ha solo rallentato la circolazione, oltre a creare problemi di sicurezza. In media, il numero di veicoli destinati al ride hailing cresce di 2.000 unità al mese, nonostante i conducenti trascorrano quasi la metà del loro tempo a girare senza trasportare nessuno, favorendo congestione e inquinamento. Questo disegno di legge è una risposta indispensabile che consente all’ amministrazione comunale di studiare il problema durante il blocco temporaneo dell’ emissioni di nuove licenze”, ha dichiarato Stephen Levin, uno degli consiglieri comunali, favorevoli normativa introdotta.

Contro la New Economy?

A New York le nuove misure sui taxi privati arrivano in estate in concomitanza con alti flussi turistici e coincidono con la stretta per Airbnb, la piattaforma online per la ricerca e l’offerta di appartamenti e camere private: il colosso americano dovrà consegnare al comune nomi e indirizzi di chi affitta casa e fornire dettagli sulle attività. Il sistema di controllo da un lato obbliga la società a fornire dati precisi su locatari e durata dei soggiorni e dall’altro impone ai proprietari di non  affittare gli appartamenti per soggiorni inferiori a 30 giorni. Pronta la risposta di Airbnb: “Siamo delusi, favorita la lobby degli albergatori”.

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