Ultimo aggiornamento  14 ottobre 2019 19:44

Ferrari risale adagio la china.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

Il titolo Ferrari è risalito in borsa di oltre l'1% nella mattinata dopo la brusca caduta dell'8,35% di mercoledì, seguita alle dichiarazioni del nuovo amministratore delegato Louis Camilleri ("i target 2022 sono ambiziosi"). Il rimbalzo è avvenuto sulla scia dei buoni risultati della trimestrale.

"Credo che anche se ci sono dei rischi, ci sono anche delle opportunità. I target (al 2022) sono ambiziosi ma faremo di tutto per raggiungerli", aveva detto Camilleri a borse aperte, creando scompiglio nei mercati azionari. Il nuovo ad di Maranello dovrà ora pensare a valutare con più attenzioni le sue prossime parole e a occuparsi della pesante eredità lasciata da Sergio Marchionne.

Trimestre “rampante”

Gli avvenimenti borsistici sembrano guardare poco ai risultati ottenuti da Ferrari. La casa di Maranello ha chiuso il secondo trimestre 2018 (l'ultimo di Marchionne) con un utile netto pari a 160 milioni di euro, +17,6% rispetto ai 136 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo anche se i ricavi netti (Ebitda) sono scesi a 906 milioni di euro, contro i 920 del secondo trimestre 2017.

Confermate le previsioni per il 2018: secondo i report aziendali, saranno 9mila le vetture che verranno consegnate entro la fine dell’anno. Nel secondo semestre 2018 le immatricolazioni sono state 2.463, con un aumento di 131 unità (+5,6%) rispetto allo stesso periodo del 2017.

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