Ultimo aggiornamento  22 agosto 2019 02:11

Guida autonoma, Pechino sfida i big.

Elisa Malomo ·

Entro il prossimo anno i sofisticati veicoli senza conducente prodotti in Cina arriveranno in massa in strada, puntando a conquistare il più grande mercato di auto al mondo e a competere con i big internazionali nella produzione delle vetture a guida autonoma.

Le start up cinesi leader della tecnologia driverless hanno iniziato da molto tempo a dare del filo da torcere ai colossi globali della guida automatizzata. Ma i recenti dati statistici - sia in termini di investimenti che di obiettivi - fanno presagire, dal prossimo anno, un cambiamento radicale, con le imprese asiatiche pronte ad assumere un ruolo da protagoniste su scala mondiale. 

Le start up

Al centro di questo cambiamento spiccano i nomi di Pony.ai nata nel 2016: oggi lavora insieme ai produttori della Guangzhou Automobile Group Co. con l’obiettivo di schierare una flotta di almeno 20 veicoli senza conducente in un’area di 30 chilometri quadrati nella città meridionale di Guangzhou.

Anche la connazionale Roadstar.ai si occupa di intelligenza artificiale applicata alle autonome - oggi di livello 4 - ed entro il 2020 conta di portare in strada 1.500 auto elettriche a guida autonoma. Non vanno poi dimenticate il principale motore di ricerca cinese Baidu e Nio specializzata nella produzione di veicoli a batterie e a guida automatizzata, spesso definita l’anti-Tesla.

Chi gioca in casa

Sono numerose le condizioni che favoriscono l’attività e l’ascesa sul mercato di queste start up. Prima fra tutti la dichiarata volontà da parte del governo di Pechino di incentivare e sviluppare la mobilità del futuro attraverso un forte investimento nell’high-tech. I vertici cinesi hanno stabilito infatti degli obiettivi ben precisi: in dieci anni si dovranno produrre 30 milioni di veicoli autonomi.

Il valore di queste start up sul mercato mondiale della guida automatizzata è accresciuto anche dall’assenza sul territorio dei leader mondiali come ad esempio Waimo e Cruise. Lo conferma Tong Xianqiao, il dirigente e co-fondatore della Roadstar.ai, “Risulta difficile per le compagnie straniere della guida autonoma guadagnare un posto nel mercato cinese – e aggiunge – al contrario, le compagnie cinesi godono di un naturale vantaggio a livello nazionale”.

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