Ultimo aggiornamento  13 dicembre 2019 21:34

Fca, le premium di Manley.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

Sono trascorsi meno di due mesi dal primo giugno, quando l’ex ceo di Fca, Sergio Marchionne, presentava i prossimi 4 anni del gruppo, sotto la sua guida fin dal 2004. Ora la holding italo-americana passa nelle mani dell’ex Jeep Mike Manley. Il manager inglese non dovrà rispettare soltanto gli obiettivi produttivi (già delineati dal suo predecessore), ma anche quelli strategici e finanziari. In particolare, grandi aspettative per i marchi premium del gruppo.

Con Jeep gioca in casa

Nove anni fa Mike Manley diventava amministratore delegato di Jeep. E’ proprio grazie a lui che il marchio è passato dalle 337mila unità commercializzate del 2009 alle 1,45 milioni del 2017. Negli ultimi quattro anni, le vendite del brand “made in Usa”, a livello globale, sono  quasi raddoppiate (+90%): 1,9 milioni di immatricolazioni attese per la fine del 2018, contro le 1,01 unità commercializzate nel 2014. A trainare la crescita, il mercato nordamericano con 1,1 milioni di esemplari venduti, il 39,5% in più rispetto a quattro anni prima. Bene anche l’Europa dove le Jeep immatricolate nel 2014 erano solo 76mila, contro le 260mila attese per il 2018.

Entro il 2022 è prevista la presentazione di 8 nuovi modelli, una media di due lanci all’anno. Il segmento D è quello con più novità, tra cui, una nuova generazione di Jeep Cherokee. Nei prossimi quattro anni debutterà anche la seconda versione del Renegade, da poco rinnovato con il restyling 2018. Prevista una nuova vettura per il segmento A, si tratterà di un suv di piccole dimensioni, particolarmente a fuoco per le esigenze della clientela italiana.

Novità non solo per i modelli, ma anche sul fronte delle motorizzazioni: a Balocco, Marchionne aveva promesso 10 propulsori ibridi plug-in (Phev) e 4 interamente a batteria (Bev). Una scelta legata ad una flessione delle vendite dei motori alimentati a gasolio in Europa.

Alfa, consolidare la rinascita

Il ritorno nel panorama internazionale della casa milanese rappresenta uno dei passaggi chiave dell’era Marchionne. Negli ultimi 4 anni le immatricolazioni di Alfa Romeo hanno seguito un trend sempre crescente: 66mila unità commercializzate globalmente nel 2014, 72mila nel 2016, per poi passare a 170mila, valore previsto entro il la fine del 2018. Complessivamente una crescita del 160%, permessa anche dal lancio dei modelli Giulia e Stelvio. Numeri positivi ma comunque lontani dal target previsto dal precedente piano ovvero le stesse 400mila unità promesse ora per il 2022.

Nel 2014, l’Italia assorbiva il 95% delle vendite di Alfa Romeo, situazione, ora, profondamente mutata: il 16% delle immatricolazioni totali avviene negli Usa, il 6% in Cina. Nel nostro paese il valore è diminuito di 21 punti percentuali, e si attesta intorno al 74%.

Per garantire un’ulteriore crescita è fondamentale allargare il portafoglio prodotti ed è per questo che nei prossimi 4 anni verranno presentati ben 7 nuovi veicoli, di cui 3 già inseriti nella gamma Alfa Romeo e 4 inediti. Tra questi ultimi, 2 suv, uno compatto (segmento C) e uno di grandi dimensioni (segmento E) e 2 auto sportive: la 8c già presentata nel 2007, ma prodotta in tiratura limitatissima (1.000 esemplari) e la nuova Gtv, sportiva commercializzata in Italia dal 1995 al 2005. Attese, inoltre, le nuove generazioni di Giulietta, Giulia e Stelvio. Come per Jeep, le nuove Alfa Romeo saranno elettrificate.

Sul fronte finanziario, Manley dovrà rispettare gli impegni presi dal suo predecessore: una redditività complessiva intorno al 10%. I nuovi obiettivi saranno permessi anche grazie all’allargamento del network di vendita, in primis negli Usa e in Cina.

Maserati, il lusso italiano

Nel cuore degli appassionati di motori di tutto il mondo, il marchio del Tridente è al centro delle strategie di crescita del gruppo Fca. Come per Alfa Romeo, Maserati ritorna in auge, dopo diversi anni trascorsi lontano dai riflettori di tutto il mondo, almeno per le vetture stradali. Poco più di 6mila, le unità commercializzate nel 2012, valore che quadruplica 2 anni dopo e raggiunge  globalmente quota 30mila, traguardo permesso dal lancio della nuova berlina di lusso Ghibli e della sorella maggiore Quattroporte. Ma è il lancio nel 2016 del suv Levante a sancire il ritorno in grande stile del marchio modenese: 50mila le unità immatricolate da Maserati al termine del 2017. I dati sono in crescita in tutto il mondo: +1.000% in Cina, +650% in Nord America e +450% in Europa, dove viene venduto il 22% del totale globale. Il resto viene pressoché diviso tra Usa e Cina (entrambe detengono il 30% dell’immatricolato complessivo).

New entry anche per Maserati: entro il 2022 attesi 6 lanci. Verranno presentate le nuove generazioni di tutte le vetture ora in portafoglio (Ghibli, Levante e Quattroporte), fatta eccezione per la Gran Turismo, che lascia il posto alla Alfieri, presentata sotto le vesti di prototipo in occasione del Salone di Ginevra del 2014. Tra le proposte inedite un suv di segmento D, per andare a sfidare il concorrente tedesco, la Porsche Macan, anch’essa prossima al rinnovo. Le nuove proposte saranno disponibili anche con motori a zero emissioni e ibridi plug-in, una sfida del tutto nuova per il Tridente.

Entro il 2022 previste 100mila immatricolazioni a livello globale e una redditività del 15%, tra le alte nel settore. 

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