Ultimo aggiornamento  15 settembre 2019 21:54

Le condizioni di Marchionne.

Redazione ·

Le condizioni di Sergio Marchionne sono "irriversibili". Il rapido evolversi della nomina del suo successore aveva fatto temere il peggio per il manager italo-canadese. Ora arriva anche la conferma ufficiale da parte di Fca: "In riferimento alle condizioni di salute di Sergio Marchionne, Fiat Chrysler Automobiles N.V.  comunica con profonda tristezza che in settimana sono sopraggiunte complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria del Dr. Marchionne, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore", spiega la nota del gruppo del Lingotto.

"Per questi motivi il Dr. Marchionne non potrà riprendere la sua attività lavorativa. Il Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles, riunitosi in data odierna, ha espresso innanzitutto la sua vicinanza a Sergio Marchionne e alla sua famiglia sottolineando lo straordinario contributo umano e professionale che ha dato alla Società in questi anni", continua a spiegare il comunicato.

John Elkann: "Sergio leader illuminato"

Ci sono poi le parole di John Elkann, presidente di Fca: “Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio. Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia. Il mio primo pensiero va a Sergio e alla sua famiglia”.

Quello che mi ha colpito di Sergio fin dall’inizio, quando ci incontrammo per parlare della possibilità che venisse a lavorare per il gruppo, più ancora delle sue capacità manageriali e di una intelligenza fuori dal comune, furono le sue qualità umane, la sua generosità e il suo modo di capire le persone – ricorda Elkann – Negli ultimi 14 anni, abbiamo vissuto insieme successi e difficoltà, crisi interne ed esterne, ma anche momenti unici e irripetibili, sia dal punto di vista personale che professionale”.

“Per tanti Sergio è stato un leader illuminato, un punto di riferimento ineguagliabile – prosegue Elkann – Per me è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico”.

La lettera di Franzo Grande Stevens al Corriere

La malattia. Il rispetto. Il silenzio che deve essere interrotto solo dalle parole di chi lo conosce bene. E’ il caso di Franzo Grande Stevens, storico avvocato della famiglia Agnelli che parla del “figlio diventato fratello”, Sergio Marchionne, in una lettera personale al Corriere della Sera. “Quando dalla tv di Londra appresi il giovedì sera che egli era stato ricoverato a Zurigo, pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette. Tuttavia, quando seppi che era soltanto un «intervento alla spalla», sperai. Invece, come temevo, da Zurigo ebbi la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e capii che era vicino alla fine”. Nessun dubbio quindi sulle ragioni di quella che è ormai una “situazione irreversibile”.

Sergio è un uomo che sarebbe piaciuto a Giovanni Agnelli, che da sabaudo illuminato aveva dimostrato sempre grande interesse per gli intellettuali e per i sofisticati meccanismi finanziari dedicando del tempo ad affrontare tematiche di cultura illuministica e storica. Giovanni Agnelli ne avrebbe apprezzato la «unicità»”, continua Grande Stevens. Un manager che conosce – il presente di una persona che ricordiamo ancora viva – “benissimo la filosofia a cominciare da Voltaire e Machiavelli”, la stessa che gli consiglia “il 'senso della disciplina' e la consapevolezza dell’importanza della cultura. La prima gli veniva dall’infanzia che fu difficile. Da ragazzino, dopo la scomparsa del padre maresciallo dei carabinieri, con la mamma emigrò da Chieti negli Abruzzi a Toronto in Canada, presso una zia che commerciava in dettaglio ortofrutticoli. Un trasferimento affatto facile per lui. Imparò così il rigore e capì il binomio disciplina-cultura”, continua ancora sul Corriere della Sera l’avvocato Grande Stevens.

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