Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 06:24

Goodwood Experience.

Monica Secondino ·

Il Duca di Richmond si affaccia dal balcone di casa indossando un impeccabile abito bianco e saluta la gente assiepata di fronte a lui che lo acclama come una rockstar. E' questa l’immagine conclusiva di un’edizione di Goodwood Festival of Speed davvero speciale, quella del venticinquesimo anniversario. Proviamo a riviverla insieme.

Evento democratico

Il biglietto per l’intero weekend (intorno ai 180 euro) non è senz’altro economico ma l'evento è assolutamente democratico. I soldi sono davvero ben spesi, fino all’ultima sterlina. Non è necessario essere invitati da sponsor o case auto per sfruttare tutto ciò che il FoS ha da offrire. Basta avere voglia di camminare da una parte all’altra della tenuta di Goodwood, una delle più grandi d’Inghilterra con i suoi quasi 5.000 ettari. Uno tra i luoghi più visitati è il Michelin Supercar Paddock, dove si possono non solo guardare ma anche toccare con mano auto che normalmente si vedono soltanto in fotografia. Lamborghini, McLaren, Ferrari, Pagani, Bentley, Porsche, Koenigsegg, Aston Martin e tante altre. I bambini possono salire a bordo e gli adulti lustrarsi gli occhi. Qui si possono incontrare piloti come Romain Dumas che racconta del suo record a Pikes Peak con la Volkswagen I.D. R o Jochi Kleint che invece è salito su quella stessa collina nel 1987 con una Golf bimotore. E ancora Harry Tincknell che si mette a raccontare quanto si è divertito alla festa del Duca la sera prima, oppure Rhys Millen che spiega quanto gli sia piaciuto far registrare il nuovo record a bordo di un suv a Pikes Peak con la la Bentley Bentayga.

C’è poi il Performance Car Parking dove fare una passeggiata in mezzo a supercar parcheggiate lì con l’unico obiettivo di essere ammirate e fotografate. E ancora tutta la zona dove sono a riposare auto vecchie e nuove che poi saliranno sulla famosa collina di 1,9 chilometri. Questa è la parte migliore se avete voglia di trovarvi di fronte piloti di ogni generazione. Anche per loro questo è un evento da godere in totale serenità. La passione è vissuta senza lo stress della gara, come confermano gli stessi Tincknell e Millen, fermandosi a chiacchierare, farsi fotografare, firmare autografi.

Formula vincente

In un periodo in cui i saloni auto stanno perdendo appeal, sono eventi come questo che fanno registrare il tutto esaurito. La formula è vincente perché ce n’è per tutti i gusti: appassionati di motorsport - dal rally, alla Nascar, dalla Formula 1 - alle auto d’epoca, ma anche di tecnologia perché si possono fare tante esperienze al Future Lab. Senza deludere i cultori delle auto elettriche e delle autonome.

Quale occasione migliore per le case auto per mettere in mostra i loro modelli di punta: Jaguar Land Rover, Honda, Tesla, Polestar, Lexus, Lotus, Mini, BMW, Ford, Alfa, Maserati, Toyota, Aston Martin, Porsche, Mercedes Benz: tutti a Goodwood ma non tutti presenti poi a Detroit o a Ginevra.

Spazio alle autonome

Per la prima volta quest’anno la collina di Goodwood è stata violata dalla Robocar, vettura velocissima e controllata dall'intelligenza artificiale, che però non ha potuto usare il Gps perché gli alberi lungo il percorso ne avrebbero potuto disturbare la corsa.

Più complicata la salita della Ford Mustang attrezzata con tecnologia Siemens: diverse volte è dovuto intervenire il pilota per tenere l’auto dritta in strada. 

Fuochi d’artificio anche di giorno

Goodwood è davvero il paese dei balocchi, dove tutto è organizzato in modo impeccabile, proprio come l’abito bianco del Duca, nonostante la temperatura di 34 gradi, così insolita per la zona. Le code scorrono, i prati sono puliti e si possono assaggiare i prodotti biologici della tenuta che accoglie anche la sede di Rolls Royce Motor Cars. Sembra davvero di vivere in una fiaba, con fuochi d’artificio che vengono sparati anche nelle ore diurne e le Red Arrows - la squadriglia acrobatica della Royal Air Force - che fanno più passaggi spettacolari al giorno: realizzano disegni aerei che colorano il cielo e perfino cuori trafitti da una freccia. Il  rombo dei loro motori copre quello delle auto che fanno i burnout in pista. E vissero tutti felici e contenti. 

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