Ultimo aggiornamento  23 luglio 2018 01:52

Auto elettrica, questione femminile.

Patrizia Licata ·

Saranno le donne a guidare la transizione verso la mobilità a basse emissioni: attente all'impatto sull'ambiente, sono il pubblico su cui devono puntare le case automobilistiche e le amministrazioni pubbliche che vogliono spingere gli utenti all'acquisto di veicoli a zero emissioni o al loro utilizzo in sharing. Lo sostiene uno studio condotto da ricercatori della University of Sussex, in Gran Bretagna, e della Aarhus University, in Danimarca.

La scelta di chi compra un'automobile, osservano gli autori, è influenzata da molti elementi, come il sesso, il livello di istruzione, il tipo di occupazione o il fatto di avere figli: il costo del veicolo in sé non è l'unico elemento che porta a decidere. "Pubblicizzare" l'auto elettrica al giusto target è un modo sicuro per arrivare a mandare in pensione benzina e diesel entro il 2040, forse anche prima, sempre secondo lo studio.

A chi interessano le emissioni zero

Lo studio chiarisce: gli uomini sono attualmente più propensi delle donne a comprare un'auto elettrica; in particolare, quelli fra i 30 e i 45 anni, con alti livelli di istruzione e occupazione nel mondo della ricerca o delle organizzazioni no-profit, hanno il doppio delle probabilità delle donne della stessa età di acquistare un veicolo a batteria. Ma ciò che li attrae non è la riduzione delle emissioni inquinanti: i principali criteri di scelta sono l'accelerazione e il design. Le donne, invece, pur avendo meno esperienza alla guida di un'elettrica, si preoccupano per l'ambiente e la sicurezza e cercano un'auto facile da usare e con una manutenzione semplice; l'estetica o la velocità contano meno.

Questione di immagine

Lo studio della University of Sussex e della Aarhus University si concentra sui mercati scandinavi, l'avanguardia europea per la diffusione dell'auto elettrica, ma i ricercatori sostengono che i loro risultati possono essere applicati ad altri paesi. L'ipotesi è che le vendite di auto a batteria non decollano non solo per la scarsa diffusione delle colonnine di ricarica: l'auto elettrica avrebbe anche un problema di "reputazione". Per esempio, viene percepita come un'auto da single e non da famiglia ed è scarsamente associata con lo status sociale o economico (a meno che non si tratti di una Tesla). Secondo gli studiosi, per una transizione rapida alla mobilità elettrica serve il concorso di più elementi: sicuramente progressi tecnologici nella batteria o nell'infrastruttura di ricarica, ma anche volontà politica e un modo diverso di concepire l'auto e il modo di spostarsi.

Chi spende di più

Anche il prezzo conta. L'auto elettrica, al momento, costa più di un modello comparabile alimentato con benzina o gasolio e per questo i ricercatori suggeriscono un'altra fascia di clienti per "pubblicizzare" la guida a emissioni zero: gli uomini di 60-65 anni, appena andati in pensione che, nota lo studio, hanno meno bisogno di coprire lunghe distanze in macchina, sono interessati all'acquisto e hanno più disponibilità di spesa dei giovani.

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