Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2018 07:53

Panini, il tempio delle Maserati.

Valerio Antonini ·

Dalle figurine famose in tutto il mondo alle Maserati più rare. Passando anche per la produzione del prodotto alimentare forse più noto della zona a nord di Bologna, il parmigiano reggiano. C'è tanta Modena nella vita di Umberto Panini, imprenditore emiliano che - insieme ai fratelli Giuseppe, Benito e Cosimo - ideò nel 1964 le omonime collezioni di quelle figurine che hanno fatto innamorare migliaia di bambini. Panini è stato anche il  fondatore del museo - presso la sua fattoria biologica alle porte della città - nel quale sono raccolte alcune delle eccellenze italiane del settore automobilistico

Meglio che rottamare

La fortuna economica accumulata grazie all'impero delle figurine ha permesso al facoltoso ingegnere - esperto nell’uso di macchinari tipografici - di avverare uno dei suoi sogni: collezionare auto d’epoca spesso rare o introvabili. In particolare (ma non solo) Maserati, marchio che amava soprattutto in quanto simbolo - insieme a Ferrari e Lamborghini - della sua città, Modena, il tempio italiano dei motori.

La passione lo spinse anche a spendere più di 5 milioni di euro per aggiudicarsi all’asta un solo modello, la Maserati 300S s/n 3053 del 1955, acquistata nel 2013 poco prima di venire a mancare all’età di 83 anni. Appena in tempo per consegnare alla storia un’altra vettura senza tempo.

Appena in tempo

Quando il marchio Maserati venne ceduto al gruppo Fiat - all'inizio del anni '90 - i nuovi investitori volevano disfarsi delle vecchie auto rimaste in fabbrica. Visto che non c'erano compratori interessati Umberto Panini si fece avanti e le acquistò tutte insieme. Gran parte delle rarissime vetture d’epoca che oggi possiamo ammirare nel museo che porta il suo nome stavano per essere rottamate.

La monoposto di Nuvolari

Tra i gioielli esposti spicca l’indimenticabile Maserati 6C 34 a sei cilindri di Tazio Nuvolari che, nel lontano 1933, lasciò la scuderia Ferrari per mettersi in proprio vincendo i Gran Premi di Modena e Napoli. L’esemplare ha raggiunto oggi un valore inestimabile.

Camminare per il museo significa ripercorrere una gran parte della storia del motorismo, sportivo e non, del nostro paese. Tra le altre spiccano una 420M Eldorado con cui Sir Stirling Moss corse la 500 miglia di Monza oppure la 250 F che ha visto sedersi al volante una leggenda come Juan Manuel Fangio

Tra le altre Maserati presenti nelle sale una A6G 54 - capace di raggiungere i 210 chilometri orari - una 3.500 GT del 1957 e poi una Mistral del 1963. Non manca un concept con la Tipo 61 Drogo al fianco di altri capolavori come la Bora disegnata da Giugiaro o la A6 GCS 53 berlinetta, uscita dalla matita di Pininfarina.

Museo aperto al pubblico

Le auto sono attualmente esposte al Museo Collezione Panini, in una sala aperta al pubblico presso la “Bio Hombre” azienda agroalimentare di famiglia gestita da Matteo Panini, figlio di Umberto. Qui è possibile vedere dia vicino oltre 40 vetture (più della metà Maserati) 60 moto (non molti sanno che il marchio modenese ne ha prodotte alcune che sono esposte proprio qui) e 20 trattori.

Suggestiva la galleria panoramica del primo piano da cui le spettacolari auto al piano terra si possono ammirare anche dall’alto.

Il museo si trova a via Corletto Sud, 320, Modena. Ingresso, su prenotazione, da marzo a ottobre dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.

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