Ultimo aggiornamento  15 settembre 2019 12:17

L'innovazione elettrica di Jaguar.

Francesco Paternò ·

La Jaguar I-Pace è la prima auto elettrica del marchio britannico. Il quale non poteva non farla a sua somiglianza: linea sportiva sotto le vesti di un crossover, due motori elettrici e una potenza equivalente di 400 cavalli, 480 chilometri dichiarati di autonomia con una sola carica, trazione integrale, interni di alto livello per cura e spazio, tecnologia avanzata per la sicurezza e nella connettività. Ce ne è anche per gli occhi, grazie al doppio schermo touch sulla plancia oltre a un più piccolo display nel cruscotto.

Prezzi e concorrenza

La Jaguar I-Pace è ora alla prova del mercato, con prezzi che in Italia partono da quasi 80.000 euro nella versione S, per salire agli 87.900 per la SE fin su ai 94.000 della HSE. Prezzi elevati per un prodotto premium, ma che sfidano in modo forte l’unica concorrente in giro, la Tesla Model X, il cui listino parte da 94.480 euro per la versione da 525 cavalli.

"Esserci ed esserci tra i primi"

Come si riesce a bilanciare innovazione e conti in ordine con l’auto elettrica, nel momento in cui andare a batteria è ancora un mercato di nicchia? “E’ importante esserci ed esserci tra i primi – ci dice Daniele Maver, presidente di Jaguar Land Rover nel nostro Paese – certo, l’Italia è indietro nelle infrastrutture necessarie alla ricarica ma sono fiducioso che il settore crescerà. Sono cambiate le necessità: fino a ieri bastava investire su belle macchine, oggi non è più così. E si aprono scenari inediti per la rete di vendita, anche se nella strategia dell’elettrificazione il concessionario manterrà il suo ruolo centrale”.

La figura dell'E-Angel

Per il processo di vendita di I-Pace, la Jaguar introduce una nuova figura, chiamata E-Angel, una persona che aiuterà il cliente nelle pratiche tecnico-amministrative anche per l’installazione a casa di una Wallbox gratuita. Il cliente avrà naturalmente un’app dedicata per ricaricare la batteria sia presso i punti pubblici in Italia e in Europa di diversi operatori che presso le strutture Jaguar e quelli in partnership con il costruttore.

Il quarto mercato di Jaguar Land Rover

L’Italia è oggi il quarto mercato mondiale per il gruppo Jaguar Land Rover, dopo Cina, Stati Uniti e Regno Unito. Una posizione notevole che per ora non sarà possibile eguagliare negli obiettivi dei nuovi prodotti elettrificati come la Jaguar I-Pace o la Range Rover Sport ibrida plug-in, i primi di un nuovo corso tutto da seguire a fianco dell’impegno Jaguar in Formula E. Per l’auto a batteria, purtroppo l’Italia non dispone ancora di una rete di ricarica diffusa, né il sistema Paese ha messo sul piatto risorse specifiche per sostenere le vendite, come invece accade in Norvegia, in Olanda, in Germania o in Francia, per citare le punte più avanzate.

Investire sul futuro

Ma se è più facile per il cliente-tipo di Range Rover spendere 10.000 euro in più per avere una ibrida plug-in più efficiente e più politicamente corretta rispetto a una equivalente diesel V6 (coincidenza vuole che la versione sia nata in occasione del 70esimo anniversario del marchio Land Rover), più lenta appare la conversione verso l'auto a batteria di una clientela affluente e pure attenta all’innovazione. Ma è solo questione di tempo, di cose che cambiano. Perché, bilanciando i conti, oggi esserci tra i primi come dice Maver ha un valore di investimento sul futuro prossimo. Dentro il quale non esserci potrebbe avere un prezzo ancora più elevato da pagare domani.

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