Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 02:08

Los Angeles, città aperta.

Patrizia Licata ·

LOS ANGELES - Innovazione e inclusione: è così che la città di Los Angeles vuole vincere la sfida della mobilità sostenibile. La giunta del sindaco Eric Garcetti ha obiettivi ambiziosi per invertire la rotta sulla qualità dell’aria (Los Angeles è una delle città più inquinate degli Stati Uniti): solo autobus elettrici entro il 2030, 10.000 nuove colonnine per la ricarica dei veicoli a batteria entro il 2022, 120 miliardi di dollari per 38 maxi progetti infrastrutturali che potenzieranno nei prossimi decenni i trasporti pubblici e le piste ciclabili.

Le cattive abitudini 

Gli “angelenos” – come la maggior parte degli americani – sono abituati a prendere la macchina per andare ovunque: l’automobile è un simbolo di indipendenza e di status sociale e la benzina costa poco. Tutto questo però ha un prezzo che si chiama smog. “I veicoli sono tra i principali responsabili della cattiva qualità dell’aria”, ci dice Lauren Faber O’Connor, la Chief Sustainability Officer della City of Los Angeles, “ridurre lo smog è un obiettivo su cui siamo molto determinati e l’elettrificazione dei trasporti è un elemento chiave per centrarlo”. Insieme a nuove abitudini: “Stiamo cercando di cambiare la mentalità, vogliamo dimostrare ai residenti che ci si può spostare in modo efficiente anche senza prendere la macchina”.

Ecco dunque il maxi piano sulla sostenibilità dei trasporti (Los Angeles County Traffic Improvement Plan) nel quale Garcetti ha coinvolto altre 88 città della contea di Los Angeles e ottenuto l’approvazione di un aumento dell’iva di mezzo centesimo (Measure M) per finanziare 38 grandi interventi infrastrutturali nei prossimi 40 anni. Ci saranno, tra l’altro, il completamento della linea Purple della metropolitana verso Westwood e della linea Crenshaw in direzione aeroporto internazionale, la costruzione di una metroplitana leggera da Artesia a Union Station, nuove piste ciclabili e l’ampliamento delle zone pedonali.
Con questo piano il tempo passato dai residenti della contea in coda in auto si ridurrà del 15%: nella sola Los Angeles nel 2016 gli automobilisti hanno trascorso 104 ore a testa in fila nel traffico. E forse gli stessi “angelenos” cominciano a non poterne più: il programma di bike sharing, che conta in città 65 stazioni e 1.090 biciclette, ha totalizzato 113.000 viaggi nel 2016 e oltre 100.000 chili di anidride carbonica risparmiata. Un passo avanti verso il target di Garcetti per il miglioramento della qualità dell’aria: al suo insediamento, nel 2013, la città di Los Angeles aveva già ridotto le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, ma l’attuale sindaco vuole arrivare a un abbattimento del 45% entro il 2025.
Per questo l’Amministrazione preme anche sull’elettrificazione dei veicoli, sia pubblici che privati: entro il 2030 la City of LA vuole usare solo flotte municipali a emissioni zero. L’ufficio di Garcetti ha mandato ai costruttori d’auto di tutto il mondo una richiesta di informazioni sulla loro offerta di veicoli elettrici per individuare quelli che possono soddisfare la domanda di una flotta cento per cento a zero emissioni. “Non diciamo ai costruttori che macchine devono fare, ma a noi servono automobili e autobus a batteria”, chiarisce la Faber O’Connor. Il messaggio è chiaro: “Se voi li costruite, noi li compriamo”. 

Colonnine ovunque

Quanto alle auto elettriche per i privati, l’Amministrazione pubblica interviene con l’incentivo numero uno: la creazione di colonnine per la ricarica. “Fanno la differenza quando si tratta di dare agli automobilisti la sicurezza che la loro auto sia affidabile”, continua la Faber O’Connor. A Los Angeles l’infrastruttura elettrica è di proprietà pubblica (Department of Water and Power) con quasi 1.500 punti di ricarica – più che in ogni altra città americana; nei prossimi cinque anni, la stessa azienda municipale si è impegnata a installare altri 10.000 stazioni, ci dice la funzionaria, mentre il City Bureau of Street Lighting (l’agenzia che si occupa dell’illuminazione pubblica) ha avviato l’installazione di punti di ricarica per auto a batteria sullo stesso sito dei lampioni stradali, sfruttando la presenza dell’elettricità per un duplice scopo.E chi non può permettersi di comprare un’auto elettrica? “Noi vogliamo che il passaggio alla mobilità sostenibile sia accessibile a tutti”, risponde la Faber O’Connor. Per questo ci sono progetti “inclusivi” e “community-driven”, sottolinea, ovvero decisi in base alle necessità reali delle persone con le associazioni di quartiere. È il caso del car sharing elettrico Blue LA per le zone svantaggiate, finanziato da fondi dell’ente statale California Air Resources Board, che si occupa di difesa del clima e operato dalla società Blue LA Carsharing (parte del gruppo Bolloré, che negli Usa ha già lanciato il car sharing elettrico BlueIndy) in collaborazione con il Dipartimento dei Trasporti di Los Angeles. Nel corso del 2018 saranno messi a disposizione 100 veicoli elettrici e 200 punti di ricarica pubblici in aree dove risiedono famiglie con reddito più basso, tra cui Westlake, Koreatown, Boyle Heights, Chinatown. “Non vogliamo che le nuove tecnologie e le nuove opzioni di mobilità siano un lusso per pochi”, ci spiega la Faber O’Connor: “L’obiettivo emissioni zero deve essere raggiunto subito e con il contributo di ogni cittadino”. 

Olimpiadi all'orizzonte

Certo, le strategie pro-clima di Los Angeles e della California non possono prescindere dal supporto di Washington: standard più blandi a livello federale sulle emissioni inquinanti dei veicoli, per esempio, potrebbero ridurre l’efficacia delle strategie locali per la mobilità a zero emissioni, ammette la nostra interlocutrice. Ma la giunta di Garcetti non è pessimista: in vista ci sono le Olimpiadi 2028, ritenute una grande occasione per accelerare sulle strategie per la sostenibilità, “facendo leva sull’entusiasmo e l’emozione che un evento internazionale di questa portata suscita”.
Garcetti si è già incontrato con Anne Hidalgo, sindaco di Parigi (che ospita le Olimpiadi 2024) per mettere insieme idee e condividere strategie. La Faber O’Connor non ha dubbi: “Le Olimpiadi aiuteranno a rafforzare il nostro impegno e a spingere le nostre ambizioni ancora più in alto”. 

Nel frattempo Los Angeles, a differenza di altre metropoli degli Stati Uniti, si è già predisposta per la mobilità interconnessa e driverless: nel 2016 il Dipartimento dei Trasporti ha redatto un suo primo piano strategico chiamato “Mobilità urbana nell’era digitale”. In città sono stati installati 30.000 sensori, 4.500 semafori intelligenti e 500 telecamere che scambiano dati sul traffico e proiettano Los Angeles in un vicino futuro fatto di auto autonome e servizi on-demand.

(Questo articolo è stato pubblicato sul numero 15 de l'Automobile - Febbraio 2018)

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