Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 10:40

Friuli, più rigore sull'uso del cellulare.

Marina Fanara ·

Giro di vite contro il cellulare alla guida, per ora limitato al Friuli Venezia Giulia. A imporre la "stretta" è una direttiva (n. 4414 del 26 giugno scorso) emanata dalla Procura di Pordenone, su input della procura di Trieste: in caso di gravi incidenti, recita il provvedimento, le forze dell'ordine avranno la facoltà di ispezionare tablet, pc e smartphone del conducente, per verificare se il sinistro è riconducibile all'uso fuori norma di tali dispositivi durante la guida.

Controlli immediati

Qui il contenuto della direttiva pubblicato dal quotidiano giuridico dirittoegiustizia.it: "L'autista coinvolto in un grave incidente stradale dovrà prontamente collaborare con gli organi di Polizia esibendo cellulari, tablet e ogni altro dispositivo reperibile nell'abitacolo per consentire, nell'immediatezza, di verificare eventuali interferenze con la condotta di guida", ovvero, se stava parlando al telefono senza vivavoce o auricolari o, peggio, se era impegnato a chattare, consultare internet, leggere o inviare mail o sms.

Un rifiuto costa caro

Secondo quanto stabilito dai magistrati, chi rifiuterà il controllo rischia il sequestro degli apparecchi. Durante il controllo, l'interessato potrà farsi assistere da un legale. Ovviamente, se dalle verifiche degli agenti non risulterà nessuna anomalia, i dispositivi verranno riconsegnati al legittimo proprietario.

ACI: accertare le responsabilità

Secondo i procuratori friulani, il provvedimento, che potrebbe risultare impopolare, è un ulteriore strumento per cercare di contrastare quella che è ormai diventata una piaga per la sicurezza stradale: stando ai dati ACI, la distrazione riconducibile per lo più all'uso imprudente del cellulare alla guida è causa o concausa in 3 incidenti su 4. "Un problema di enorme portata", dice Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Clud d'Italia, "contro il quale l'ACI è in prima linea da tempo e, quindi, ben venga tutto quello che può scoraggiare o essere un deterrente per ridurre il fenomeno".

Nel caso della direttiva emanata in Friuli Venezia Giulia, Sticchi Damiani ha sottolineato: "E' un provvedimento molto utile, anche se, ovviamente, serviranno ulteriori verifiche per attestare, con precisione, eventuali responsabilità riconducibili al conducente: per esempio, se a usare il cellulare al momento dello scontro fosse stato effettivamente l'autista o un'altra persona presente a bordo, come la moglie o un collega". 

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