Ultimo aggiornamento  17 luglio 2019 07:15

Mini Countryman, alla ricarica.

Gianluca Pezzi ·

MILANO - Il futuro sarà elettrico. Il mondo Mini lo abbraccerà nel 2019, quando verrà lanciata la prima Mini 100% a batteria. L’oggi invece è dominato dall’ibrido, che abbiamo provato nella versione ricaricabile plug-in della Countryman Cooper S E ALL4.

Una spina in più

Una Countryman la cui vera differenza estetica rispetto alle motorizzazioni tradizionali è nella presa elettrica sopra al parafango sul lato del guidatore. Scopriamo invece che sotto al cofano c’è un tre cilindri 1,5 litri TwinPower Turbo benzina da 136 cavalli mentre il motore elettrico da 88 cavalli è montato posteriormente, togliendo qualche litro alla capacità del bagagliaio. Sotto al divanetto posteriore trovano posto le batterie agli ioni di litio composte da cinque moduli di 16 cellule. La ricarica completa si effettua in poco più di tre ore con una presa tradizionale, oppure in due ore e mezza grazie al wallbox da 3,6 kilowatt. Per quanto riguarda l’autonomia massima (ma attenzione abbiamo sempre il serbatoio di benzina a disposizione), Mini dichiara 42 chilometri.

Tre Mini in una

Ad una prima occhiata non si avvertono particolari cambiamenti a bordo: classica seduta Mini, con il piccolo quadro strumenti al quale si affianca sulla destra il pannello circolare. Osservando meglio si nota la leva start/stop gialla al centro del listello dei "toggle", ed alla sua sinistra il comando eDrive. E’ proprio questo il “cuore” del sistema, perché è in grado di modificare la guida secondo tre modalità. Vediamole insieme.

La modalità Auto eDrive è quella utilizzata maggiormente. La guida in elettrico è limitata alla velocità di 80 chilometri orari, superata questa soglia la Mini utilizza il motore termico. Il 1,5 benzina interviene anche nelle accelerazioni importanti o quando la batteria scende sotto al 7%.

Con la modalità Max eDrive, si ha un utilizzo prettamente elettrico. 125 chilometri all'ora è la velocità superata la quale viene azionato il motore a benzina, che si occupa anche delle accelerazioni a tavoletta.

Save Battery è la modalità che inizialmente lascia un po’ titubanti, ma che ha invece una interessante utilità. Serve a mantenere lo stato di carica superiore al 90%, tramite il generatore del motorino di avviamento, e la guida con il motore termico. Può essere utilizzata se si sa in anticipo di dover entrare in una zona ed esclusivo uso elettrico, come in un centro storico o ZTL.

Guida programmata 

Anziché “sprecare” la batteria su una strada extraurbana, possiamo programmare la nostra guida in elettrico per un secondo tempo. Da questo punto di vista ci si può far aiutare dal sistema di navigazione: se è attiva la guida a destinazione, il sistema di gestione dell’energia provvede alla guida esclusivamente elettrica nei tratti richiesti. Considerando il percorso, viene impostata la strategia più opportuna in modo di utilizzare al massimo la capacità e l’autonomia della batteria.

Decidiamo di partire in elettrico, con i primi metri di guida in elettrico piuttosto semplici, grazie anche al cambio automatico Steptronic a sei rapporti. C’è sempre da abituarsi al silenzio del motore elettrico, per quell’effetto di movimento senza rumore che lascia sempre un pizzico di meraviglia. L’accelerazione non è violenta come in altre vetture a batteria, che in questo caso è un bene. Anzi, la progressività con la quale viene gestita l’accelerazione è piacevole nel traffico urbano, dove non è necessario trovare il feeling con l’automobile. Per intenderci la ripresa c’è, ma non tale da generare un effetto tram o filobus, con i passeggeri sballottati in accelerazione o frenata. Si sente invece la fase di recupero energia, con la vettura che rallenta in maniera decisa, senza per altro essere fastidiosa. Sensazione verificata dallo strumento sulla plancia, che ha sostituito il contagiri e che misura l’energia erogata e quella recuperata in frenata.

Cavalli a sufficienza

Sulle strade extraurbane i due motori offrono una potenza combinata di 224 cavalli, più che sufficienti per potersi divertire e per assaporare il piacere di guida tipico delle Mini. Sicuramente il 1,5 benzina trova beneficio dall’aiuto fornito dal boost del motore elettrico, in grado di dargli quel tocco in più che serviva. Per contro, c’è da considerare che i 224 cavalli dei due motori non corrispondono alle sensazioni che può fornire un unico motore termico, se non altro per il peso aggiuntivo dell'elettrico delle batterie e dei vari sistemi tecnologici o, se viceversa preferite l’elettrico, dal peso del motore termico.  

Anche 4x4

Sempre interessante la possibilità di utilizzare i due motori per avere una trazione integrale quando necessario. Quando per la guida viene utilizzato solo il motore a benzina o solo quello elettrico, l’altro può essere utilizzato per ottimizzare la trazione, la stabilità di guida e l’agilità. Il Dynamic Stability Control (DSC) analizza costantemente sia la situazione di guida sia la richiesta del conducente, controllando l’interazione delle ruote anteriori attraverso il benzina e delle ruote posteriori attraverso il motore elettrico. Buono il comfort nel viaggio autostradale, senza particolari rumori o fruscii aerodinamici. Un plauso per l’impianto audio Harman Kardon, in grado di fornire un suono pieno e mai in crisi di fronte a bassi profondi ed alti cristallini. Per i più esigenti è sicuramente apprezzabile la presenza della radio DAB.

La Mini Countryman Cooper S E ALL4 è disponibile nei concessionari ad un prezzo di listino che parte da 39.100 euro e 42.700 euro per la versione Hype.

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