Ultimo aggiornamento  24 settembre 2019 11:07

Boston, auto robot in città.

Valerio Antonini ·

NuTonomy, start up che sviluppa software per la guida autonoma, ha raggiunto un nuovo accordo con il sindaco di Boston - Marty Walsh - per estendere i test sulle auto robot, fino ad oggi effettuati nella sola zona portuale, anche al resto della città.

La giovane azienda - fondata dall’italiano Emilio Frazzoli e acquistata lo scorso anno dal colosso britannico Delphi per 350 milioni di euro - dal 2016 sperimenta la tecnologia in una zona circoscritta del Raymond Flynn Marine Industrial Park, priva di semafori e dalla viabilità estremamente semplice.

Più spazio

Lo spazio messo a disposizione dall’amministrazione locale per i test, ristretto in un solo chilometro quadrato, ora non basta più. NuTonomy, per continuare a progredire nell’avanzamento della tecnologia, intende valutare il comportamento dei veicoli autonomi su una rete stradale più estesa e articolata. E non serve andare troppo lontano. Lo scenario urbanistico di Boston, caratterizzato da una viabilità estremamente complessa, sembra contenere tutte le variabili necessarie per continuare lo sviluppo dei sistemi driverless.

Problema visibilità

La Old Town - come è chiamata affettuosamente Boston -  è una delle città degli Stati Uniti che, tradizionalmente, fa registrare il maggior numero di incidenti anche mortali, spesso causati - oltre che dalla riconosciuta indisciplina dei suoi guidatori bollati come i peggiori d'America - da condizioni climatiche avverse, come muri d’acqua, ghiaccio sulla carreggiata e nebbia fitta. Visto che, al momento, anche i sensori delle auto robot “soffrono” la scarsa visibilità, Boston, appare come “terreno fertile” su cui lavorare per risolvere il problema.

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