Ultimo aggiornamento  07 luglio 2020 18:18

Arabia Saudita, rivoluzione rosa.

Carlo Cimini ·

Dal 24 giugno l'Arabia Saudita consentirà finalmente anche alle donne di guidare. Una notizia storica, simbolo della parità di genere, in un Paese fin troppo conservatore, in cui uomo e donna non hanno gli stessi diritti.

L'annuncio ufficiale, accolto con stupore, è arrivato l'anno scorso quando l'atto normativo che aboliva il divieto finora in vigore, venne letto in diretta sulle reti nazionali dal re Salman bin Abdal-Aziz. Regista dell'operazione, il giovane e potente principe ereditario Mohammad bin Salman, a sua volta membro di spicco della famiglia reale Al Saud, custode della due Sacre Moschee, Medina e Mecca.

2018, anno zero

Tra i più attivi a gestire la "rivoluzione rosa", il colosso petrolifero Saudi Aramco che ha creato una vera e propria scuola guida a Dhahran, in Arabia Saudita, dedicata alle migliaia di dipendenti impiegate di sesso femminile, circa 4.000.

L'insegnamento avviene anche attraverso l'uso di tecnologie avanzate come i simulatori di guida. Le donne coinvolte riceveranno 34 ore di lezione, di cui 10 di teoria e 24 di pratica. Terminato il programma, le neo patentate potranno mettersi al volante di auto messe a disposizione dal centro e dotate di tutti i sensori di sicurezza.

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