Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 04:16

Milano in, Palermo out.

Marina Fanara ·

Dopo aver esaminato le principali metropoli europee, ora Greenpeace accende un faro sulla mobilità sostenibile nelle città italiane. In realtà, si tratta di un focus limitato alle 4 realtà urbane più significative per traffico e inquinamento, ovvero Milano, Torino, Roma e Palermo, sulle quali è stata effettuata la stessa ricerca, già svolta in ambito internazionale, dal titolo "Living, moving, breathing, ranking of 4 major italian cities on sustainable urban mobility".

Milano ancora sul podio

A uscire vincente dal confronto è Milano che, ancora una volta, riesce a conquistare la palma della città più sostenibile del Paese, seguita da Torino, Roma e, infine, Palermo. Sono 5 i parametri di valutazione utilizzati dall'associazione ambientalista: sicurezza stradale, qualità dell'aria, politiche per la mobilità, mobilità attiva (infrastrutture e servizi per ciclisti e pedoni) e trasporto pubblico locale.

Palermo la più auto dipendente

E' proprio l'offerta di bus, tram e metro il capitolo sul quale il capoluogo lombardo stacca di netto le concorrenti: grazie all'efficienza e qualità dei servizi, considerati di "livello europeo", il trasporto pubblico copre il 38% degli spostamenti urbani dei milanesi, contro il 29% di Roma, il 26% di Torino e un ridottissimo 7% di Palermo. Di conseguenza, Milano è anche la città meno motorizzata: "solo" il 43% dei cittadini usa l'automobile o la moto per muoversi in città, una quota che si impenna al 75% nel capoluogo siciliano e sale a quota 65% nella Capitale e al 57% a Torino.

Romani persi nel traffico

Milano è al primo posto per l'utilizzo della bicicletta che si posiziona al 6% sul totale degli spostamenti, per scendere progressivamente al 3% di Torino, al 2% di Palermo e all'1% di Roma. Sulla Capitale il giudizio è molto critico, soprattutto per l'inerzia finora dimostrata in materia di governo della mobilità: secondo Greenpeace, "L'uso del mezzo privato non è minimamente disincentivato". Ciò produce un'eccessiva congestione che i romani pagano spendendo molto ore nel traffico, con il 40% in più dei tempi di spostamento.

Smog da diesel piaga comune

Nessun vincitore alla voce "qualità dell'aria": stando alla ricerca, l'emergenza smog è una piaga comune, soprattutto per il biossido di azoto che supera i limiti di legge in tutte e quattro le città ed è riconducibile, per lo più, alla circolazione dei veicoli diesel.

Una nota, infine, su Roma e Palermo: entrambe le metropoli scontano un notevole livello di arretratezza e, per colmare questo gap, ora necessitano di scelte coraggiose da parte degli amministratori, di migliore progettazione e di maggiori fondi da investire per la modernizzazione del territorio.

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