Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 15:27

Il futuro della mobilità secondo Volkswagen.

Roberto Sposini ·

WOLFSBURG - "Shaping the Future", questo l’impegnativo titolo dell’evento globale scelto dal gruppo Volkswagen per mostrare al mondo la sua voglia di cambiamento. Dar forma al futuro, specie a quello della mobilità, non è affatto facile, anzi. Eppure, in quattro giorni di serrati incontri, tavole rotonde, interviste, test drive sulla guida autonoma, approfondimenti sull’idea di smart city, questo viaggio nel futuro prossimo secondo Volkswagen ha svelato la parte forse meno nota del gruppo tedesco.

Quella parte che – fatti salvo il problema del dieselgate tornato di forte attualità con l’arresto dell’ad di Audi Rupert Stadler – viaggia spedita verso il futuro. Quale futuro?

Mi chiamo Sedric 

Intanto quello della concept car autonoma Sedric, che prefigura una modalità di trasporto autogestita, dove persone e merci si muoveranno in modo autonomo. Dove i sistemi di assistenza all'apprendimento incrementeranno di molto la sicurezza, la realtà aumentata trasformerà la progettazione dei veicoli, la stampa 3D renderà più libera ed economica la produzione di molte parti dell’auto. E dove lo sfruttamento del calore del motore potrà essere trasformato in elettricità, per ridurre consumi ed emissioni. Ecco, è su questo che il Volkswagen Group Research sta lavorando, un nutrito team di specialisti che stanno cercando di dare un volto alla mobilità del futuro.

Non solo auto

Per farlo, Volkswagen sta tentando una difficile trasformazione. Dal costruttore dell’auto del popolo a nuovo polo di ricerca scientifica. Identificare le tendenze, incubare nuove idee, in una parola, innovarsi. Come? Con Sedric, la prima auto a guida autonoma del gruppo già pronta per la guida automatizzata di livello 5; l’abbiamo provata e – credeteci – quando sarà, sarà davvero un altro modo di viaggiare. Con Vision Zero, dove le auto sfrutteranno un modello di auto-apprendimento in grado non solo di determinare il profilo del conducente dopo pochi minuti di guida, ma anche di supportarlo nella guida in modo predittivo, ossia prima che si verifichino possibili condizioni di pericolo.

Tutta la tecnologia

Altro capitolo. Mai sentito parlare di Waste-Heat-Recovery? Insieme all’inevitabile sviluppo dell’elettrico, Volkswagen sta provando a convertire l'energia termica dissipata nei gas di scarico dai motori delle auto e dei mezzi pesanti in energia; niente di “miracoloso”, ma così le emissioni scendono del 3-4%. L’auto deve alleggerirsi, semplificarsi, rimanendo economica però. Ecco perché Volkswagen – come tutti i costruttori – sta cercando di capire come applicare al meglio la stampa 3D. Perché la produzione additiva nasconde un grande potenziale: permetterà di rivoluzionare la progettazione, lo sviluppo e la produzione di molti componenti, riducendone di molto i costi. Insomma, l’auto cambierà funzione, ormai è certo.

Innovazione e design

Ma la sua forma, vi siete mai chiesti come cambierà?  "Il design giocherà un ruolo chiave nel decidere quali marchi automobilistici sopravviveranno in futuro", ci ha spiegato Michael Mauer, a capo del design del gruppo Volkswagen. In effetti, viviamo già nella cultura del design. E Steve Jobs lo ha dimostrato ampiamente. Ci attende un futuro sempre più digitale, Volkswagen lo sa e si sta attrezzando a colpi di intelligenza artificiale, calcolo quantico e Blockchain, con le sue chiavi digitali la rivoluzione economica del futuro. E per ribadire il concetto, il marchio ha scelto il CEBIT di Hannover, non un salone dell’auto, ma il più importante evento europeo del mondo digitale. Sarà un caso? No. Insomma, la strada è segnata.   

Smart City

Resta da capire quale sarà lo scenario in cui tutto ciò avverrà. Per questo Volkswagen si interroga anche su quale saranno i contesti in cui la nuova mobilità potrà esprimersi. Parliamo di quelle smart city che molti immaginano e che, con tutta probabilità, non nasceranno da quelle che oggi sono le capitali del mondo. Così Volkswagen ha scelto l’Autostadt, la sua “Città dell’automobile”, sorta a Wolfsburg nel 2000, per presentare la sua visione di "Mobilità urbana del futuro". Guida autonoma, mobilità digitale, insomma uno scenario urbano che migliori tangibilmente la qualità della vita.

Ecco il sogno del gruppo tedesco, che poi è il sogno di noi tutti. Gli interrogativi a cui dare risposta? I soliti: come verranno trasportate le merci? Quale sarà il ruolo delle persone in questo processo? Quali distanze e in che modalità ci sposteremo? La risposta condensata in un rendering di 12 metri quadrati che riproduce la città del futuro in scala 1:87. Di auto private nemmeno l’ombra. Le strade sono popolate di Sedric a guida autonoma, di silenziosi camion Man senza autista, di moduli autonomi indaffarati a consegnare buste e pacchi in una città verde, silenziosa, apparentemente felice. Sarà davvero così? La risposta non prima del 2030.

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