Ultimo aggiornamento  18 settembre 2019 11:08

Guida autonoma: e i conducenti?

Carlo Cimini ·

I veicoli senza conducente potrebbero in futuro mettere a rischio milioni di posti di lavoro. Ma le stesse aziende che studiano e sviluppano questa tecnologia non sembrano insensibili al problema e sono alla ricerca di una soluzione.

Per questo motivo è nata la Partnership for Transportation Innovation and Opportunity (Ptio), un gruppo che comprende la maggior parte delle aziende e delle Case che stanno testando le auto driverless. I costruttori Ford, Toyota e Daimler, insieme alle aziende tecnologiche Waymo (Google), Uber e Lyft e altri fornitori di servizi logistici come FedEx e American Trucking Association, si sono uniti per venire incontro alla preoccupazione dei lavoratori potenzialmente coinvolti, oltre 3,8 milioni di persone. A guidare la partnership è stato chiamato l'ex funzionario della National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), David Strickland

Cercasi compromesso

Il Ptio ha fissato i suoi obiettivi: sviluppare una conoscenza approfondita e basata sui dati, dell'impatto dell'intelligenza artificiale e delle implicazioni della diffusione dei veicoli autonomi sul futuro del lavoro. Inoltre bisogna coinvolgere le parti interessate per creare un dibattito costruttivo, senza accantonare gli operatori. 

Le controindicazioni, infatti, sono state sollevate dalle migliaia di persone impegnate in quelle attività lavorative che prevedono il personale al volante: dal trasporto pubblico a quello privato, dai conducenti degli autobus ai tassisti, fino ai camionisti o agli addetti delle consegne di cibo. 

Ti potrebbe interessare

· di Carlo Cimini

Due start up locali, Pony.ai e JingChi, hanno avviato test driverless sulle strade pubbliche di Guangzhou. Obiettivo: auto e taxi robot entro il 2018