Ultimo aggiornamento  11 dicembre 2019 06:33

Una scossa all'elettrico.

Marina Fanara ·

Rompere il monopolio dei veicoli "tradizionali" e dare una spinta all'elettrico: è questo l'obiettivo di Motus-E, neonata e inedita associazione fondata da Enel X, la divisione dell'azienda energetica che si occupa specificatamente di mobilità a zero emissioni, Ald Automotive Italia, ABB, Volkswagen Group Italia, Allianz, Cobat e Politecnico di Milano.

Motus uguale cambiamento

Non a caso, la nuova associazione ha scelto un nome che rappresenta appieno la sua mission: favorire il cambiamento, "motus", appunto, attraverso una realtà, finora inesistente in Italia, che raggruppa tutti i soggetti impegnati nella sviluppo della mobilità elettrica, dai costruttori di auto a batteria, ai gestori delle infrastrutture, al mondo accademico, operatori dell'indotto, fornitori di energia e di tecnologie di ultima generazione, consumatori e movimenti di opinione.

Task force alla spina

"Abbiamo promosso la costituzione di questa associazione per riunire e rappresentare il mondo interessato allo sviluppo e al successo della mobilità elettrica", ha sottolineato Francesco Venturini, responsabile Enel X e presidente di Motus-E. Il primo passo è creare una piattaforma comune di dialogo tra tutti gli attori della filiera e proporsi come interlocutore autorevole presso le istituzioni "per favorire anche in Italia", ha puntualizzato Venturini, "la transizione verso la mobilità del futuro, così come sta già avvenendo in altri Paesi del mondo".

Diamoci una scossa

Serve una spinta, insomma, perché in materia di mobilità a zero emissioni l'Italia lamenta un grosso gap in Europa, sia in termini di vendite di auto a batteria che di infrastrutture di ricarica. La neonata associazione cita alcuni dati: nel nostro Paese i modelli di e-car disponibili sul mercato sono solo lo 0,16% sul totale dell'offerta di automobili. Quanto al circolante, le macchine elettriche si fermano a 11.500 unità. Un numero molto contenuto rispetto ai 37 milioni circa di vetture presenti nella penisola.

Per non parlare della carenza di punti di ricarica pubblica: abbiamo appena 4.200 colonnine contro, per esempio, le 22.000 della Germania o, volendo usare un altro termine di confronto, da noi c'è una stazione elettrica ogni 14.000 abitanti, nei Paese Bassi, invece, il rapporto è di una su 1.660.

L'elettrico avanza

C'è molto da fare per la mobilità elettrica, insistono i partner di Motus-E: "Vogliamo svolgere un ruolo fondamentale in questo processo di diffusione di nuove formule di mobilità sostenibile", ha concluso Giovanni Giulitti, direttore generale di Ald Automotive e vice presidente dell'associazione, "formule sempre più tecnologicamente evolute, grazie alla maggiore autonomia dei veicoli, ai minori tempi di ricarica che le nuove infrastrutture sono in grado di garantire e al sempre maggiore ricorso delle energie rinnovabili: vantaggi tangibili per il consumatore e l'ambiente".

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