Ultimo aggiornamento  26 marzo 2019 08:56

L'elettrica di Di Maio e Marchionne.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Non sono uno dei follower di Luigi Di Maio, quindi non ho visto uno dei suoi tanti – credo – video che pubblica sul social ogni giorno. Ne leggo però il messaggio su un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore di domenica 3 giugno. Il leader dei 5 stelle e neo ministro avrebbe dichiarato la sua intenzione di “portare avanti politiche industriali che abbiano come obiettivo quello di dare più lavoro alle aziende”. In particolare – leggo ancora su Il Sole 24 Ore – con “investimenti nel settore dell’energia e dell’auto elettrica”.

Vehicle-to-grid 

C’è di più. Di Maio, insieme al portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle e coordinatore delle politiche energetiche Gianni Girotto, avrebbero fatto anche un viaggio a Copenaghen per studiare il sistema vehicle-to-grid avviato da Enel e Nissan: una tecnologia che consente lo scambio biunivoco di energia tra edifici ed automobili elettriche con batterie messe in rete alla pari di qualsiasi fonte rinnovabile (e no). Obiettivo del governo sarebbe quello di arrivare a 1 milione di veicoli elettrici in Italia entro la fine della legislatura.

Una "Santa Alleanza" 

Di Maio ha mostrato anche di apprezzare le parole di Sergio Marchionne che nelle scorse ore ha annunciato di abbandonare il diesel entro il 2021 e di puntare per la gamma Fiat Chrysler sull’elettrificazione. A questo punto per l’auto elettrica (e per quella ibrida ricaricabile plug-in) in Italia si prospetta una incoraggiante “Santa Alleanza” composta dal tandem Di Maio – Marchionne.

Il peso degli investimenti 

Sul tavolo, Fiat Chrysler ha messo investimenti per 9 miliardi di euro in cinque anni, risorse condivise tra elettrico e guida autonoma. Pochi, rispetto ai concorrenti. Avere comunque dalla parte il costruttore nazionale – chiamiamolo romanticamente ancora così – finora abituato a spingere soltanto su diesel e metano (che però non dovrà essere trascurato per il suo valore ambientale in termini di emissioni) non sarà un contributo da poco per il nuovo governo. Avanti dunque sull’elettrico, almeno  fino alla prossima inversione ad U del leader grillino. Per quella di Marchionne, con l'addio a Fiat Chrysler il prossimo anno, non credo ci sarà più tempo.

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Direttore de l'Automobile

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