Ultimo aggiornamento  23 luglio 2018 01:51

Colpo di sonno, 12 milioni a rischio.

Marina Fanara ·

Si chiama "Dormi meglio, Guida sveglio" la nuova campagna di sensibilizzazione lanciata da Automobile Club d'Italia e Fisar (Fondazione italiana salute, ambiente e respiro) contro i pericolosi colpi di sonno alla guida. Un fenomeno riconducibile a malattie "conclamate" come l'Osas (Apnee istruttive nel sonno), alla quale, secondo gli specialisti in materia, sono esposti circa 12 milioni di italiani di età compresa tra i 40 e gli 85 anni, ma solo il 20% di loro ne è consapevole.

Una norma spesso trascurata

A conferma dei rischi per la sicurezza stradale legati a questa sindrome, nel 2016, in recepimento di una direttiva comunitaria in materia, è entrato in vigore un provvedimento (decreto ministero della Salute del 3 febbraio 2016) secondo il quale, tra i requisiti psico-fisici per il rilascio o rinnovo della patente, va accertato anche se l'automobilista soffre di sonnolenza diurna riconducibile ad apnee notturne.

La norma, finora, è stata pressoché disattesa: "La riforma del Codice della Strada dovrebbe prevedere norme più efficaci per aggredire questo problema. Nel frattempo, è assolutamente necessario sensibilizzare l'opinione pubblica ed è l'obiettivo della nostra campagna", spiega Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI.

Il contributo ACI

Il programma prevede la diffusione, presso le oltre 1.500 delegazioni ACI sparse sul territorio nazionale, di un semplice questionario per valutare il rischio Osas, i cui sintomi sono molti diffusi e sottovalutati: russare ed essere sovrappeso, per esempio, sono segnali che potrebbero far sospettare al medico la presenza di apnee notturne. In caso di risposte positive al questionario, sempre presso le sedi ACI, viene proposto all'automobilista di effettuare un esame specialistico, in convenzione, con gli specialisti della Fisar.

Un fenomeno da approfondire

"Le apnee notturne sono un problema di cui bisogna parlare di più", ha ribadito il presidente Sticchi Damiani, "ma, stando ai medici, se ci si sottopone ad adeguata terapianon costituiscono un ostacolo per la guida. Sono convinto che, quando si parla di sicurezza stradale, oltre a mettere in atto azioni repressive contro i comportamenti più pericolosi, occorra fare molta prevenzione".

Sui colpi di sonno "serve un'analisi approfondita", anche per il prefetto Roberto Sgalla, direttore delle Specialità della Polizia di Stato (tra cui la Polizia Stradale). "Per aggredire efficacemente un fenomeno", sostiene il prefetto, "bisogna prima conoscerlo bene. Noi ancora non ci siamo, per questo è difficile dare una stima precisa di quanti incidenti siano riconducibili a questo fattore come causa o concausa".

Una società che non dorme

"Le apnee notturne sono un problema di salute pubblica", aggiunge Sergio Garbarino, specialista in disturbi del sonno e sonnolenza del Dipartimento Neuroscienze dell'Università di Genova, "perché concorrono ad aumentare il rischio delle patologie croniche del nostro tempo, come malattie cardio e cerebrovascolari tra cui ictus, ipertensione, infarto, colesterolemia e diabete".

Un altro aspetto da non trascurare, però, è che il colpo di sonno alla guida non è sempre dovuto alle apnee notturne, ma anche a errati stili di vita, tipici della nostra epoca, a cui siamo tutti sempre più esposti: "In una società connessa, 24 ore su 24", conclude Garbarino, "tendiamo a sacrificare il sonno per fare altre cose e durante il giorno accumuliamo stanchezza e sonnolenza, a scapito delle normali attività quotidiane che richiedono la giusta concentrazione, tra cui, appunto, guidare".

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