Ultimo aggiornamento  26 aprile 2019 07:48

Ducati, tributo a Hailwood.

Antonio Vitillo ·

L’inglese Mike Hailwood fu uno fra i pochi esempi di piloti capaci di essere competitivi sia a guidare un'auto che una moto. Anche se furono le due ruote con le quali conquistò nove titoli mondiali, a valergli quell’esclusivo appellativo che ancora oggi lo contraddistingue: Mike the Bike.

Tre moto storiche

Ducati celebra il personaggio dandogli spazio in una sala del Museo di Borgo Panigale. Lo fa in concomitanza dei quarant’anni dal “rientro” vittorioso al Tourist Trophy, dopo la positiva avventura in Formula 1: “Le bicilindriche Desmo del giovane Hailwood” è una mostra a carattere temporaneo e sarà aperta al pubblico fino al 15 settembre. In vetrina sono esposti tre esemplari “da corsa” - una 125 centimetri cubici, una 250 ed una 350 - costruiti fra il 1968 ed il ’60, proprio negli anni in cui Hailwood mosse i primi passi (spesso vincenti) nelle competizioni.

Realizzate specificamente su richiesta del padre di Mike, le moto sono anche un esempio della genialità dell’ingegner Fabio Taglioni, altro personaggio carismatico fra i cultori del marchio motociclistico bolognese. Suo il primo motore a L dotato di distribuzione desmodromica, configurazione che, come fosse una firma, ha distinto le moto di Borgo Panigale da lì in poi.

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