Ultimo aggiornamento  25 novembre 2020 09:35

Non solo petrolio: Statoil cambia nome.

Patrizia Licata ·

Statoil diventa Equinor: il gruppo petrolifero norvegese (per il 67% sotto il controllo statale) elimina la parola "oil" dal nome per sottolineare che ora è un'azienda anche dell'energia pulita. Per il management si tratta non solo di diversificare le attività ma di avere capacità di attrarre talenti: Statoil, anzi Equinor cerca esperti di nuove tecnologie e oggi i giovani sono sempre più attenti ai temi del cambiamento climatico.

Uno svantaggio

Dopo gli accordi sul clima di Parigi, petrolio non è la parola giusta con cui farsi pubblicità, ha ribadito il Ceo Eldar Saetre all'agenzia di stampa Reuters: "Un nome composto col termine 'oil' rischia di trasformarsi in uno svantaggio rispetto ai nostri concorrenti. Ci ha servito egregiamente per 50 anni, non credo ci servirà più per i prossimi 50". Il cambiamento va registrato anche in Borsa: gli investitori scambiano da oggi le azioni Equinor col nuovo ticker EQNR. Senza "oil" il messaggio è chiaro anche per chi mette i propri soldi nell'azienda norvegese: qui si investe sul futuro. 

"Siamo un'azienda dell'energia in senso lato", indica il gruppo norvegese, che destinerà, entro il 2030, fino al 20% delle sue spese di capitale nelle "nuove soluzioni per l'energia". Equinor punta soprattutto sulle fattorie eoliche offshore: già gestisce una delle più grandi al mondo, al largo delle coste scozzesi (Hywind Scotland), portando elettricità pulita a 650mila famiglie in Gran Bretagna; nuove fattorie eoliche arriveranno dall'anno prossimo in Germania, nel Regno Unito e negli Usa.

Equità latina

Benvenuta dunque Equinor, il nome che abbina l'equità latina e l'orgoglio delle origini nordiche. E anche se Greenpeace Norway ha fatto sapere che si aspetta qualcosa di più di un rebranding da un'azienda che ha condotto perforazioni in ecosistemi fragili come il mare Artico, il sito della ormai ex Statoil proclama che Equinor è diversa: andrà oltre il petrolio e il gas per fornire al mondo l'energia di cui ha bisogno per contrastare il cambiamento climatico.

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