Ultimo aggiornamento  21 luglio 2019 10:39

Metano, occasione da sfruttare.

Marina Fanara ·

Tra i carburanti a ridotto impatto sull'ambiente, il metano è un'alternativa sempre più "popolare" all'elettrico. Tanto più ora che, con il recepimento della direttiva europea Dafi (Directive on the deployment alternative for fuel initiative) sarà più facile eliminare gli ostacoli che finora, in Italia, hanno rallentato la sua diffusione e che riguardano essenzialmente l'erogazione e la rete di distribuzione.

Gas pulito per natura

"Stiamo parlando di un'enorme risorsa per la mobilità pulita", ci spiega Licia Balboni, presidente di Federmetano (associazione che rappresenta i distributori del gas per autotrazione), "e l'Italia vanta la leadership mondiale per quantità di risorse e tecnologie applicate al settore". In più, dati alla mano, è un combustibile più conveniente rispetto a benzina e gasolio (ha una resa maggiore e costa meno). Soprattutto, fa bene all'ambiente, perché emette zero polveri e minori Nox e l'eliminazione di anidride carbonica, "è il risultato che si raggiungerebbe", sottolinea il presidente, "utilizzando biometano, la cui produzione è un'altra eccellenza italiana".

No self service? No metano

Passiamo agli ostacoli: "Più che la rete di distribuzione", afferma Balboni, "una delle criticità del metano per autotrazione nel nostro Paese è legata alle modalità di erogazione, che finora hanno penalizzato l'auto a gas naturale rispetto ai veicoli tradizionali, a cominciare dalla quasi assenza di stazioni in self service".

La direttiva comunitaria detta requisiti e linee guida per la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, in modo da uniformare le regole nel Vecchio Continente. "Per quanto ci riguarda, il problema non è il numero di aree di servizio presenti in Italia, ma l'impossibilità per l'automobilista di fare rifornimento autonomamente: una grossa limitazione, perché impedisce agli utenti di fare il pieno fuori dagli orari di apertura delle stazioni di servizio". E questo per colpa di procedure tecniche piuttosto complicate che hanno reso necessaria la presenza del "benzinaio".

Fai da te, via gli ostacoli

Ora, grazie alla nuova norma, anche questo problema dovrebbe essere presto superato. "Tra i contenuti della direttiva che abbiamo recepito", spiega Balboni, "c'è l'obbligo per i Paesi membri di rivedere con un provvedimento ad hoc, le regole sull'erogazione in self service per uniformarle in tutta Europa. Per questo, a giugno dell'anno scorso, si è riunito un tavolo tecnico al ministero dell'Interno, presieduto da Vigili del Fuoco, ministero dei Trasporti e le associazioni del settore, tra cui noi". Ad aprile scorso, il Comitato provinciale tecnico scientifico per la prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco ha approvato lo schema di modifica del decreto proposto dal gruppo di lavoro. A breve partirà la procedura di informazione europea che prevede un periodo di consultazione di 3 mesi. Dopodiché seguirà la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Le nuove norme permetteranno all'automobilista di rifornirsi di metano autonomamente e con semplicità mantenendo l'alto standard di sicurezza: per esempio, non ci sarà più bisogno di una tessera di abilitazione, ma per il riconoscimento basterà la carta di credito e si avrà a disposizione un tutor on line che impartirà le procedure da seguire per un corretto rifornimento.

Alternativa da non perdere

"In attesa che si realizzi la transizione all'elettrico puro, il metano, soprattutto bio, è un'alternativa immediatamente disponibile, anche grazie alle nuove regole che ne faciliteranno l'erogazione. Esiste già una sufficiente rete di distribuzione, grandi gruppi come Snam ed Eni stanno investendo per la diffusione di questo carburante pulito e alcuni costruttori di veicoli hanno iniziato a produrre prototipi di auto ibride che utilizzano anche il metano. Bisogna sfruttare tutte le risorse che abbiamo per la mobilità sostenibile, utilizzando la neutralità tecnologica, a patto che lo sia per tutti", conclude la presidente.

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