Ultimo aggiornamento  20 maggio 2019 10:26

Storia di un'Alfa Romeo andata a ruba.

Massimo Tiberi ·

La cabriolet Alfa Romeo 6C 2500 rubata a Brescia, alla vigilia della edizione 2018 della Mille Miglia al via mercoledì dove avrebbe dovuto partecipare, appartiene ad una importante famiglia di modelli della casa milanese, che hanno accompagnato il marchio del Biscione a cavallo della Seconda Guerra Mondiale tra il 1939 e gli anni Cinquanta.

Sei cilindri d'epoca

Il sei cilindri in linea bialbero, progettato in origine da Vittorio Jano per cilindrate minori (da 1.500 a 2.300), è un classico d’impronta sportiva dell’epoca che ha equipaggiato allestimenti berlina, limousine fino a sette posti, coupé o aperta, affidate anche a carrozzieri come Boneschi, Stabilimenti Farina, Touring e Pinin Farina.

Lusso e prestazioni

Lusso e alte prestazioni (si toccavano i 170 all’ora) erano i denominatori comuni, per potenze da 87 a 110 cavalli e prezzi molto elevati: un autotelaio Super Sport costava, al lancio, poco meno di 100.000 lire. Fra le derivate, una variante Corsa che si fece onore alla Mille Miglia del 1940 (2° e 4° posto assoluti) e la Coloniale, una torpedo militare utilizzata nel corso del conflitto.

La svolta con la 1900

Alla ripresa postbellica, la sigla 6C 2500 si accompagna ai modelli battezzati Freccia d’Oro realizzati direttamente dall’Alfa Romeo e che ne identificheranno la produzione fino all’arrivo, nel 1950, della 1900, auto che segna la svolta definitiva della casa verso la grande serie.

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