Ultimo aggiornamento  25 maggio 2019 00:49

Sicurezza, quanto mi costi.

Samuele Maria Tremigliozzi ·

Il trasporto su gomma è inevitabilmente soggetto a un'alta probabilità di incidenti, spesso dovuti a errore umano. Secondo i dati ACI-Istat, tra le cause più frequenti ci sono la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (il 41,5% dei casi). Statistiche che non sfuggono ai dipartimenti di ricerca e sviluppo delle case costruttrici, che offrono ai clienti la possibilità di mettere in sicurezza le proprie auto con un vasto assortimento di optional e dispositivi ad alto contenuto tecnologico. Attenzione però, perché tutto ha un prezzo.

Quello che è di serie

Col progresso tecnologico hanno fatto il loro ingresso sul mercato i cosiddetti sistemi di assistenza alla guida, software che intervengono sul veicolo in maniera più o meno diretta, per correggere gli errori più diffusi. Il Front assist (frenata automatica di emergenza), di serie su quasi tutte le auto di nuova generazione, avvisa il conducente dell’imminente impatto con eventuali ostacoli, attraverso segnali ottici e acustici. Nelle declinazioni più complesse il sistema frena automaticamente la vettura. Un fido alleato per la sicurezza non solo di chi è al volante, ma anche di chi circola a piedi o in bicicletta. E' uno dei pochi sistemi esistenti che oggi viene fornito di serie. 

Il Lane assist (che aiuta a mantenere la corsia) è disponibile su molte auto già a partire dal segmento C, ad esempio su Volkswagen Golf, Ford Focus e allerta chi guida in caso di abbandono involontario della corsia attraverso un segnale acustico o una vibrazione sullo sterzo. Ma, se si vuole portare a casa un sistema che intervenga attivamente sul volante correggendo autonomamente la traiettoria, bisogna mettere in conto un esborso ulteriore di almeno 1.000 euro.

Chi più ne ha, più ne metta

Da qui in poi bisogna essere pronti a mettere mani al portafogli: ulteriori sistemi di sicurezza non sono praticamente mai accessibili per gli allestimenti “entry level”.

Per un buon assistente di parcheggio si parte da un minimo di 280 euro, per le auto di segmento minore equipaggiate con sistemi “basic” (sensori di parcheggio anteriori e posteriori), fino a raggiungere quota 4.000 euro per i “rear view” più sofisticati, dotati di telecamera che riproducono sui display dell’auto l’ambiente circostante e assistono attivamente il conducente nella manovra. E’ opportuno ricordare che a questa cifra si deve sommare la differenza di costo tra l’allestimento base e quello successivo, che nei marchi premium (es. Audi, BMW, Mercedes-Benz, Volvo) si aggira intorno ai 5.000 euro almeno.

Altri 700 euro almeno sono necessari per portare a casa l’Adaptive Cruise Control che consente di viaggiare costantemente alla velocità pre impostata senza intervenire sui pedali. I sistemi più aggiornati oltre a regolare la velocità (sempre entro i limiti di legge), mantengono la distanza dal veicolo che precede. Un Cruise control di questo livello ha un costo orientativo di 2.500 euro.

Ci vogliono almeno 1.100 euro per il rilevatore di stanchezza e altri 400 euro per il sensore dell’angolo cieco, utile nei sorpassi con poca visibilità.

Spese totali

Al momento dell’acquisto, insomma, bisogna essere pronti a sborsare cifre che raggiungono anche i 9.000 euro, necessari per equipaggiare al meglio  - in termini di sicurezza attiva - per esempio una Volkswagen Passat o una Mercedes Classe E.

Per i segmenti minori possono bastare anche somme inferiori, poco sotto i 3.000 euro. Utilizzando, però, sistemi che non intervengono attivamente per correggere eventuali errori del conducente. Cifre a parte però, tutto quello che si investe in sicurezza è ben speso.

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