Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2019 08:10

Gm in viaggio verso Orion.

Valerio Antonini ·

L'avventura di Orion Assembly, fabbrica del gruppo General Motors, conosciuta anche come “Small Car Team” perché provvista di macchinari specializzati nell’assemblaggio di veicoli compatti, continua. Dopo aver avviato nel 2016 la produzione della elettrica Chevrolet Bolt, l'impianto aumenterà presto ulteriormente la sua capacità costruttiva.

Nasce qui la Cruise AV

In futuro, nello storico impianto di Detroit che pareva destinato alla bancarotta a seguito della crisi finanziaria del gruppo nel 2009 e salvato dall'amministrazione Obama grazie a un miliardo di dollari di fondi governativi - verranno realizzati, oltre alle Bolt e alle Chevrolet Sonic e Buick Verano, alcuni dei nuovi modelli a batteria dei marchi Gm e l’inedita Cruise AV, la vettura che nascerà già senza volante e senza pedali, destinata quindi alla guida autonoma.

Il colosso Usa ha stanziato altri 100 milioni di dollari con l’obiettivo di garantire una maggiore operatività all’Orion Assembly. I fondi sono stati destinati all’assunzione di nuovi dipendenti che, così, hanno superato per la prima volta dopo 10 anni le 1.000 unità. 

Un pezzo di storia

La Orion Assembly è uno stabilimento di 400 mila metri quadrati dove sono stati realizzati 15 modelli di Gm e costruite oltre 5 milioni di vetture dal 1983 a oggi. Il 5 luglio del 1984 Ronald Reagan, all’epoca presidente Usa, tenne un discorso celebrativo davanti al presidente di Gm Roger Smith per inaugurare l’impianto, considerato allora uno dei fiori all’occhiello dell’intera industria americana.

Qui nel 2008 gli operai hanno stabilito il record di 10 milioni di ore consecutive di attività senza mai chiudere l’impianto. Oggi, invece, la produzione non arriva all'80% della potenzialità totale dell'impianto ed è previsto solo un turno di 8 ore lavorative al giorno per tutti i dipendenti. 

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