Ultimo aggiornamento  26 aprile 2019 07:55

Sicurezza, l'educazione fa scuola.

Marina Fanara ·

Le "stragi del sabato sera" restano un fenomeno allarmante. Lo lascia chiaramente intendere Giovanni Busacca, direttore della Polizia Stradale: "Nonostante i controlli e le campagne di sensibilizzazione, il numero dei ragazzi che guidano in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti e che infrangono i limiti di velocità è rimasto pressoché invariato. Segno che è ancora scarsa la percezione del pericolo: reprimere non basta, serve fare più prevenzione e, soprattutto, educare i giovani alla sicurezza fin dai banchi di scuola".

I controlli non bastano

Un concetto, quello del ruolo fondamentale dell'educazione stradale, sul quale il direttore della Polizia stradale ha insistito durante la presentazione dei risultati di "Edustrada", la prima piattaforma web dedicata a progetti formativi nelle scuole, lanciata dal Miur (ministero Istruzione, università e ricerca) in collaborazione con il Mit (ministero Infrastrutture e trasporti), Polizia Stradale, ACI, Fondazione Ania, Fmi (Federazione motociclistica italiana) e Federazione ciclistica italiana.

Giovani (sempre) a rischio

"Il ruolo dell'educazione dei più giovani alle regole della strada è fondamentale", ha aggiunto Giovanni Busacca, "tanto più ora che è di nuovo allarme sulle strade: i dati preliminari ACI-Istat indicano che, nel 2017, rispetto al 2016 e contrariamente a quanto è avvenuto nei 15 anni precedenti, il numero dei morti sulle strade è tornato a crescere. I giovani sono ancora tra i più colpiti: il 15% delle vittime è compresa nella fascia di età tra 0 e 24 anni".

Smartphone killer

"E' sui comportamenti che bisogna agire, soprattutto ora che, oltre al fattore alcol e guida cui sono esposti i giovani guidatori, si aggiunge un altro elemento killer: l'essere continuamente collegati ai social, ovvero, l'uso improprio dello smartphone per chattare, consultare internet, o semplicemente ascoltare musica con le cuffiette. Un'insidia micidiale alla quale sono esposti non solo i ragazzi più grandi che guidano l'auto o il motorino, ma anche i più piccoli, in bici o quando attraversano la strada".

Task force al Miur

"Occorre un grande lavoro di squadra", ha sottolineato il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, "ed è questo l'obiettivo di Edustrada: comunicare efficacemente l'educazione stradale nelle scuole è un impegno costante per salvaguardare i ragazzi, veri protagonisti del futuro, dai rischi e dai pericoli della strada".

ACI in prima linea

Tramite la piattaforma del Ministero, tutti gli istituti scolastici italiani possono iscriversi e conoscere l'offerta formativa dei partner di Edustrada. Nell'anno scolastico 2017-2018, sono state 800 le scuole coinvolte, per un totale di 22 progetti che hanno raccolto 1.443 adesioni. Importante il ruolo dall'Automobile Club d'Italia che partecipa all'iniziativa del Miur con 9 progetti: hanno registrato 531 adesioni, oltre un terzo del totale.

Tag

ACI  · Educazione Stradale  · Giovani  · Polizia  · Smartphone  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

Educazione stradale in 14 elementari della Capitale. I corsi sono coordinati dall'Agenzia della mobilità e coinvolgono Automobile Club e Federazione ciclistica italiana

· di Marina Fanara

Il nostro cervello non è in grado di svolgere più azioni contemporaneamente: la psicologa Anna Maria Giannini ci spiega il pericolo smartphone quando siamo in strada

· di Marina Fanara

Così uno studio sulla sicurezza stradale di Dekra chiama la prima causa di incidenti mortali, sia a piedi che in auto. Che diminuiscono, ma non ancora abbastanza

· di Marina Fanara

In questi primi mesi del 2017, meno feriti ma aumentano le persone che hanno perso la vita: l'allarme nella Giornata europea Vision zero sulla sicurezza stradale