Ultimo aggiornamento  23 agosto 2019 13:03

Emilia Romagna, a scuola con "Guida e basta".

Marina Fanara ·

Distrarsi alla guida è pericoloso, ancora peggio usare il cellulare per parlare, chattare o farsi un selfie. Questo vuole comunicare l'Emilia Romagna agli studenti del territorio, con un concorso lanciato nell'ambito di "Guida e basta", la campagna regionale contro la disattenzione al volante.

Giovani testimonial

Il concorso d'idee promosso, oltre che dalla Regione, anche da Osservatorio per l'educazione e la sicurezza stradale, Ufficio scolastico dell'Emilia Romagna, Anas, Rai e Cineteca Bologna, è rivolto ai ragazzi delle scuole medie, delle superiori e agli universitari a cui viene chiesto di inventare un logo, uno spot, un manifesto o un corto in grado di veicolare un messaggio sui rischi della guida distratta: i migliori verranno utilizzati all'interno di "Guida e basta"

L'allarme dell'Oms

"Il nostro obiettivo è ambizioso e sfidante", sottolinea l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, "perché vogliamo colpire un fenomeno preoccupante che provoca molte morti sulle nostre strade". Fenomeno che, ricordano in Regione, stando ai dati ACI-Istat, è responsabile in Italia del 17% degli incidenti e, nell'80% dei casi, ne è concausa.

Una piaga internazionale, sotto la lente dell'Oms: è dal 2011 che l'Organizzazione mondiale della sanità lancia l'allarme sul fatto che parlare al cellulare aumenta di quattro volte la probabilità di un incidente, rischio che aumenta in maniera esponenziale se, per mandare un sms o chattare, si tolgono le mani dal volante.

Pericolo trascurato

"Un rischio che dovrebbe essere ovvio a tutti", aggiunge l'assessore, "eppure sono tantissimi gli automobilisti che ancora sembrano non avere consapevolezza del fatto che quando si è al volante bisogna guidare e basta. Allora, chiediamo ai nostri ragazzi e ai giovani universitari di aiutarci in questa battaglia. Loro possono essere le nostre sentinelle anche nei confronti dei propri genitori e parenti".

L'Osservatorio: "bullismo stradale"

"La vera sfida", ha concluso Mauro Sorbi, presidente dell'Osservatorio per l'educazione e la sicurezza stradale, "è modificare un atteggiamento culturale che ci spinge a comportamenti di guida che non tengono contro dei rischi per noi e per gli altri e che, spesso, sfociano in una sorta di bullismo stradale". Contro l'uso del cellulare al volante è da tempo schierata anche l'ACI con la campagna social #MollaStoTelefono e #GuardaLaStrada, dedicata specificatamente ai giovani dai 18 ai 29 anni.

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