Ultimo aggiornamento  18 settembre 2018 23:42

Sharing mobility, basta la parola.

Marina Fanara ·

Si fa presto a parlare di mobilità condivisa: oggi sta assumendo varie forme, tutte con l'obiettivo di ridurre il numero di veicoli in circolazione e diminuire lo smog, ma ognuna con una sua formula specifica e una precisa definizione che è facile confondere con altre. Facciamo chiarezza. 

L'auto al bisogno

Car sharing. Letteralmente "auto condivisa". Consente di utilizzare un'autovettura quando serve, pagando una tariffa in base al tempo e ai chilometri percorsi. Il servizio è interamente gestito da società terze, tramite piattaforma web e app. Due le modalità di noleggio: a postazione fissa (l'auto deve essere presa e riportata in apposite aree) o in free floating (si può prelevare e riconsegnare il mezzo anche al di fuori dei parcheggi dedicati).

In viaggio insieme

Carpooling. Un automobilista mette a disposizione i posti liberi sulla propria auto per raggiungere una comune destinazione, dividendo così le spese con i compagni di viaggio. Anche questo tipo di servizio è supportato da una piattaforma. Nato per offrire un'alternativa a treno, pullman e aereo su distanze medio-lunghe, per lo più a scopo turistico, oggi si sta diffondendo anche per gli spostamenti pendolari casa-lavoro tra colleghi della stessa azienda o di società limitrofe.

L'auto a richiesta

Ride hailing. Noleggio con conducente o servizio di taxi privato. Il modello è quello offerto da Uber e da Lyft: un privato cittadino mette a disposizione di un altro privato la propria automobile per condurlo alla destinazione da lui richiesta, a fronte di un compenso economico. La richiesta e il pagamento della corsa avviene tramite app, registrandosi a una piattaforma dedicata.

Un taxi in compagnia

Ride sharing. È come un taxi collettivo o meglio, un ride hailing "condiviso" con a bordo più persone che compiono lo stesso tragitto. A differenza del carpooling, si paga al conducente una tariffa e non semplicemente una parte delle spese di viaggio sostenute dallo stesso conducente. 

Noleggio tra privati

Peer to peer. È un noleggio fra privati per il periodo in cui un'automobile non viene utilizzata dal legittimo proprietario. Normalmente, l'incontro fra domanda e offerta avviene tra soggetti che condividono una medesima piattaforma gestita da un operatore che provvede alle pratiche per l'affitto, compresa la copertura assicurativa del veicolo. Per il resto, il noleggio è concordato esclusivamente tra i due utenti (peer-to-peer appunto): data, durata, luogo di presa e riconsegna dell'auto. Anche il prezzo per l'affitto è deciso dal proprietario, la piattaforma si trattiene una percentuale a titolo di commissione.

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