Ultimo aggiornamento  21 aprile 2019 20:14

Mercedes Classe A, un'auto di costume.

Francesco Paternò ·

SPALATO – La Mercedes punta molto sulla nuova Classe A, berlina cinque porte dall’impostazione  sportiveggiante con cui dal 2012 ha abbandonato la forma monovolume per entrare in un segmento di mercato nuovo per il marchio. Facendo numeri che qui non aveva mai fatto e conquistando una fascia di clienti più giovani, di ben 13 anni in meno rispetto alla sua media secondo quanto sostengono a Stoccarda.

L'acronimo intelligente

La Mercedes Classe A ha una storia poco più che ventennale, con corsi e ricorsi dalla prima generazione del 1997. Oggi il nuovo modello, soltanto sei anni dopo la terza generazione, prova ad anticipare su un’auto di segmento C come si vivrà l’automobile nel futuro prevedibile. La nuova Classe A dispone infatti di un sistema di intelligenza artificiale chiamato con un acronimo Mbux (Mercedes-Benz user experience) che dialoga con chi è a bordo attraverso comandi vocali , impara dal nostro linguaggio e dalle nostre abitudini, condivide le esperienze di guida per agevolare la ricerca di molte informazioni, dal solito ristorante al tempo che fa.

Parla con lei

Il modo è però avanzato. Usando la parola chiave, “Hey Mercedes”, una voce femminile ci chiede cosa può fare per noi ed esegue. Evitando a chi guida di distrarsi sulla tastiera per cercare un indirizzo, una strada, un numero di telefono o abbassare la temperatura del climatizzatore. Abbiamo provato il sistema, trovandolo efficace quando le domande sono semplici, da migliorare quando sono più complesse. Ma è come un bambino che impara a camminare da solo, perché così sarà.

Mbux di serie

Mbux è di serie su tutta la gamma, fatta per ora di tre motorizzazioni due benzina e un diesel, aspettando l’elettrificazione promessa come la più “cattiva” versione AMG.  L’esordio del sistema di intelligenza artificiale sulla più “piccola” invece che su una ammiraglia è un messaggio chiaro di Mercedes:  si va dove il mercato più richiede  innovazioni di tendenza, vicine al rapporto che possiamo avere oggi con uno smartphone.

Le quattro generazioni

Con la prima Classe A del 1997, la Mercedes fece una operazione simile con altri mezzi, scendendo per la prima volta dal piedistallo di macchine grandi e proponendo a tutto il mercato (e strizzando l’occhio a un pubblico femminile) un’auto monovolume di soli 3,61 metri di lunghezza e a trazione anteriore. Una rivoluzione, per intercettare ben altri clienti. La seconda generazione del 2004 fu di transizione, poi nel 2012 la terza con le forme attuali fu a suo modo un’altra rivoluzione, alla ricerca – grazie questa volta al design – ancora di un nuovo cliente, più giovane ma sempre con una buona capacità di spesa.

Futuro presente

Ora, la quarta generazione di Mercedes Classe A fa un altro tuffo, questa volta nel futuro presente, dove la tecnologia conta o sembra contare più di motori o design. Dalla Mbux, che si può avvalere di due schermi digitali davanti a chi guida fino agli scenografici da 10,25 pollici ognuno, a un’app per condividere l’auto tra amici o in famiglia pur non avendo con sé la chiave, che permette di individuarla, aprila e metterla in moto schiacciando semplicemente un tasto sul proprio telefono, oltre ai vari sistemi di sicurezza attiva che anticipano la guida autonoma di domani.

Come va

Per chi poi prende in considerazione la Classe A ancora come macchina da guidare tout court, l’inedito motore 1300 turbobenzina da 163 cavalli è quello giusto, a fianco di un due litri sempre turbo benzina quattro cilindri da 224 cavalli e a un 1500 turbodiesel di originale Renault da 116 cavalli.  Cambio automatico a sette rapporti in alternativa a un manuale a sei sulla prima, solo automatici sulle altre, prezzi a partire da circa 30.000 euro. Pianale allungato, una lunghezza della carrozzeria ora di 4,42 metri, qualche centimetro in più per passeggeri e bagagli (370 litri di capacità sotto il portellone), aerodinamica da record con un CX di 0,25 e altro ancora. Rivista da cima a fondo.

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