Ultimo aggiornamento  13 dicembre 2019 05:48

Cina, i numeri del boom dell'elettrico.

Paolo Odinzov ·

Previsioni e numeri lasciano pochi dubbi. Già primo mercato mondiale delle automobili elettriche, la Cina è destinata ad avere un ruolo sempre più da protagonista. Il segmento delle vetture a batteria nella Repubblica Popolare, stando ai dati riportati da Focus2move, è cresciuto nel 2017 del 70%, pesando per il 2% delle immatricolazioni totali e rappresentando circa la metà delle vendite globali di veicoli a zero emissioni. Non solo: il governo di Pechino ha appena deciso che, entro l'anno, i costruttori stranieri di auto elettriche non avranno più obblighi di stringere joint venture con partner locali per operare in Cina. Limiti cancellati progressivamente anche per i commerciali entro il 2020 e per le altre auto entro il 2022.

Un altro segnale di questa supremazia elettrica cinese si coglie nell'imminente sbarco a Wall Street della startup Nio, con un'offerta pubblica iniziale che entro la seconda metà dell'anno potrebbe toccare (dice Reuters) i 2 miliardi di dollari. Numeri che farebbero dell'azienda cinese la più quotata alla borsa di New York dopo il gigante del commercio elettronico Alibaba.

Nel 2030 la massima espansione

Entro l'anno 2030, con una fortissima accelerazione dal 2025, gli analisti prevedono che nel mondo ci saranno 164 milioni di auto elettriche: un numero 65 volte superiore a quelle che si contano oggi. In Cina saranno più di 73,7 milioni i veicoli a batteria sulle strade, rispetto ai 45,4 milioni in Europa e ai 45 milioni negli Stati Uniti. Molti dei quali fabbricati direttamente nella Repubblica Popolare anche da costruttori esteri che stanno investendo ingenti capitali in joint venture con produttori locali.

Tra questi, i tedeschi sono in vantaggio. La Volkswagen, primo costruttore europeo nel 1985 a creare una joint venture con Saic cui sono seguiti altri due accordi per veicoli elettrici con la Faw e la Jianghuai Automobile Co. La Bmw che, dopo la partnership con Brilliance, ha appena annunciato un accordo con Great Wall per fabbricare in Cina la nuova Mini elettrica. E la Daimler, con Geely diventata azionista di maggioranza e intenzionata adesso ad ampliare la produzione locale di vetture Mercedes assieme alla Baic.

Le direttive governative

A partire dal prossimo anno, il governo cinese ha imposto l'obbligo ai costruttori stranieri -  che producono o importano oltre 30mila vetture l’anno - di aumentare gradualmente la vendita di modelli a batteria, elettrici al 100% o ibride plug-in. E sempre in Cina, sottolineano gli analisti, si produrranno il 70% di tutti gli accumulatori a ioni di litio del mondo entro il 2020 e il 60% delle auto a batteria nel 2030. La grande corsa è solo all'inizio.

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