Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 09:48

L'EPA torna indietro.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Era inevitabile. Lui è Scott Pruitt, avvocato cinquantenne, repubblicano e soprattutto al vertice dell’EPA, l’agenzia governativa americana per la protezione ambientale. Fortemente voluto da Donald Trump, Pruitt reputa il cambiamento climatico una fake news. L’uomo giusto al posto giusto. E infatti non ha esitato in questi mesi a criticare le politiche giudicate troppo “green” e punitive dell’ex presidente Obama. Andando oltre nelle scorse ore con un comunicato stampa e relativo tweet: quanto fatto dalla precedente amministrazione è sbagliato e gli standard sulle emissioni di gas serra dei veicoli sono fuori dalla realtà, troppo alti e penalizzanti.Parole che comporteranno una revisione dei limiti imposti da Obama per il 2025 (54,5 miglia per gallone di benzina) che saranno cambiati e “ammorbiditi”. Consumi più alti ed emissioni inquinanti e di CO2 più elevate.

Per l'industria auto è la scelta giusta

Per la felicità dell’industria automobilistica (locale) che non ha esitato a dichiarare la sua soddisfazione alle parole di Pruitt: “E’ la decisione giusta”, spiega in un comunicato l’Auto Alliance l’associazione dei costruttori. Come immediata è la risposta del governatore della California Jerry Brown, da sempre sostenitore di politiche restrittive sulle emissioni e promotore di incentivi per veicoli elettrici, ibridi o a idrogeno: “Pensavo a un pesce d’aprile invece qui si mette a rischio la salute dei cittadini americani”. La battaglia politica è appena iniziata ma è probabile che Pruitt con l’appoggio del presidente Trump (e dei petrolieri che da sempre ne sostengono l'attività politica) avrà vita facile.

Solo l'innovazione garantisce il futuro

Un salto indietro che deve restare dall’altra parte dell’oceano. Nessun può pensare di poter esportare il nuovo corso dell’EPA anche in Europa. Imporre dei limiti significa spingere in avanti l’innovazione dell’industria automobilistica. Alzare l’asticella porta ad una leadership tecnologica che vale la stessa sopravvivenza di un settore cruciale per l’Europa come l’automotive. Chi invece l’abbassa – come gli Stati Uniti – di fatto pone fuori gioco proprio l’industria che vorrebbe proteggere. Un futuro più virtuoso e "pulito" è iniziato, non ne rallentiamo la corsa per compiacere a interessi privati o per stupide battaglie politiche.

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In folle
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Direttore de l'Automobile

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